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“Riconoscimento facciale”, la proposta choc di Piantedosi. Si va verso il modello cinese? (VIDEO)

Pubblicato il 04/05/2023 21:23

Andiamo verso il modello cinese del controllo sociale pervasivo, con zero privacy? A sentire certe dichiarazioni, e autorevoli, parrebbe di sì. E ci si ritrova in un futuro distopico dal sapore orwelliano, se il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, dice: “Sì alla videosorveglianza con il riconoscimento facciale”. In un’intervista al Quotidiano nazionale, il titolare del Viminale propone il riconoscimento facciale come strumento di indagine, andando così a integrare l’impianto di videosorveglianza. È invero un dibattito che si ripropone periodicamente. Stavolta, però, fa specie che la proposta dell’analisi del profilo antropometrico e biometrico, come normale attività di polizia, arrivi da un ministro dell’Interno, che pare tuttavia ignorare evidenti ricadute critiche in termini di privacy, così come i rischi di software inadeguati o, ancora, i problemi legati all’utilizzo della tecnologia straniera per dati (per ora) considerati troppo sensibili. Queste le precise affermazioni di Matteo Piantedosi: “La videosorveglianza è uno strumento ormai unanimemente riconosciuto come fondamentale. La sua progressiva estensione è obiettivo condiviso con tutti i sindaci. Il riconoscimento facciale dà ulteriori e significative possibilità di prevenzione e indagine”. Occorre ricordare, allora, che nel marzo del 2022 il Garante della Privacy ha sanzionato con 20 milioni di euro la società ClearView AI per aver raccolto un database degli utenti italiani semplicemente colleziono i dati e le immagini pubblicate sui social network. “Nessuno vuole il Grande Fratello“, ha provato a correggere il tiro il ministro, durante una riunione presso la Prefettura di Palermo. (Continua a leggere dopo il VIDEO)
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Pur conscio delle polemiche che la sua proposta ha determinato, durante l’inaugurazione, ieri, della nuova stazione dei carabinieri nel quartiere romano di Monteverde nuovo, Piantedosi è tornato sull’argomento. “Noi dobbiamo partire dai contesti urbani per rivedere il concetto di governance della sicurezza, anche l’attualità ce lo sollecita e ce lo suggerisce”, ha detto il ministro, aggiungendo, rispetto alle tre grandi città metropolitane, Roma, Milano e Napoli, nei pressi delle cui stazioni ferroviarie si sono consumati ultimamente diversi e gravi reati: “Abbiamo da tempo disposto frequenti operazioni ad alto impatto nelle stazioni”, e tale dispositivo di sicurezza potrebbe essere integrato e implementato appunto dall’analisi biometrica. Posizioni che hanno fatto insorgere le opposizioni. “La sicurezza non è e non può essere lesione dei diritti delle persone, ma tutela delle comunità”, per il senatore del Pd Filippo Sensi, mentre Riccardo Magi di +Europa parla di “un malcelato tentativo di controllare i cittadini attraverso una schedatura di massa in pieno stile cinese”. (Continua a leggere dopo la foto)
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Mentre crescono, in tutto il mondo, le preoccupazioni sulla deriva che può prendere l’uso dell’Intelligenza Artificiale, la proposta del riconoscimento facciale assume, dunque, una prospettiva assai controversa.

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