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“Una legge che non funziona, va cambiata”. La rivolta dei sindaci che imbarazza il Pd: “Riforma subito”

Pubblicato il 11/01/2024 10:43 - Aggiornato il 11/01/2024 11:37

Ogni volta che si parla di riformare la giustizia italiana, la sinistra è pronta a fare barricate, paventando presunte svolte autoritarie e criticando fermamente ogni tentativo di intervento. Un copione visto e rivisto tante volte, in passato. Con una novità, però, che rischia di mettere in difficoltà il Partito Democratico: sono ora i sindaci dem, dei quali spesso il Nazareno ha fatto vanto, a chiedere un cambiamento radicale sul fronte del reato di abuso di ufficio. Un coro unanime, che ha visto unirsi il primo cittadino Beppe Sala di Milano, quello di Bari Antonio Decaro, il sindaco di Firenze Dario Nardella, l’amministratore di Bergamo Giorgio Gori, Gaetano Manfredi da Napoli e Matteo Ricci da Pesaro, oltre al sindaco di Torino Stefano Lo Russo e a quello di Reggio Emilia Luca Vecchi. (Continua a leggere dopo la foto)
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pd sindaci abuso d'ufficio

Come spiegato dal Foglio, la richiesta è quella di un’unità d’intenti tra opposizione e maggioranza per arrivare a una riforma in tempi brevi. “Le procure hanno utilizzato a piene mani il reato di abuso d’ufficio, salvo registrare un numero infimo di condanne: solo 27 nel 2021 su 5.418 imputazioni” ha spiegato Giorgio Gori, sindaco di Bergamo. (Continua a leggere dopo la foto)

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“Rispetto l’opinione dei parlamentari – ha precisato Gori al Foglio – ma condivido la posizione della stragrande maggioranza dei nostri sindaci, che per anni si sono battuti per l’abrogazione del reato”. “Il Pd ha partecipato alla gran parte degli ultimi governi e la riforma non è stata fatta – ha sottolineato Beppe Sala – Nel frattempo però abbiamo visto tanti colleghi messi alla gogna ingiustamente”. (Continua a leggere dopo la foto)

Della stessa opionione il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi: “Non possiamo girarci dall’altra parte. Senza dimenticare che molte sentenze arrivano dopo 8-9 anni, con un danno irreparabile”. Una norma, insomma, che ai primi cittadini dem non piace. Tanto da spingere Stefania Bonaldi, responsabile Pa nella segreteria del Pd, ad ammettere: “Nessuno può negare le contraddizioni, ma l’abolizione tout court non sarebbe un buon segnale. Noi vorremmo riperimetrare la norma e rispettare le indicazioni Ue”.

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