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Paragone asfalta De Benedetti: “Offende la Meloni, ma per la stampa di sinistra resta intoccabile” (VIDEO)

Pubblicato il 03/04/2023 16:07 - Aggiornato il 19/04/2023 09:50

Giorgia Meloni dimostra demenza, perché è contro l’interesse suo e del nostro Paese”. Parole che non sono passate inosservate, quelle dell’editore del Domani Carlo De Benedetti, che al Festival del quotidiano a Modena, nel bel mezzo di un dibattito con la leader del Pd Elly Schlein, ha attaccato così il governo e la sua leader. E alle quali ha risposto il leader di Italexit Gianluigi Paragone, che attraverso un video su Facebook ha puntato il dito contro l’imprenditore, volto storico della sinistra italiana: “Per offendere Meloni, Carlo De Benedetti ha pescato una parola che è dentro il vocabolario delle persone con disabilità. Per insultarla ha detto ‘demente‘. E pensare che loro sono quelli del politicamente corretto, dell’attenzione alle parole. De Benedetti è considerato un uomo di cultura, eppure ricorre a certi termini che sono un’offesa anche nei confronti di coloro che nella demenza vivono situazioni gravi”. (Continua a leggere dopo la foto)
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paragone de benedetti

“Ci sono famiglie – ha spiegato Paragone – che hanno a carico persone che soffrono di questa patologia e che sono oltretutto abbandonate dallo Stato. Eppure De Benedetti è trattato con i guanti di velluto dai giornalisti, a conferma del livello di maturità della nostra stampa. Quando c’è lui si sprecano complimenti e inchini. A maggior ragione, allora, quella parola utilizzata gli si ritorce contro”. (Continua a leggere dopo la foto)
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Tra i giornalisti che continuano ad avere un occhio di riguardo per certi personaggi, Paragone ne ha citato uno in particolare: “Una su tutti Lili Gruber, che è pappa e ciccia con De Benedetti. Non ha avuto reazioni forti davanti a quell’offesa, come ha invece di fronte a interlocutori che non le piacciono. Siamo in una tossicità giornalistico-politica per la quale alcuni personaggi sono intoccabili a prescindere dalle corbellerie che dicono. E De Benedetti è uomo che politicamente da anni non ne azzecca una”.

“La pseudo-cultura promossa da De Benedetti ai tempi di Repubblica – ha concluso Paragone – ha reso tossico questo Paese, questo vocabolario ne è la conferma: l’odio è talmente forte da spingere a utilizzare parole sbagliate per offendere l’avversario. Hanno fatto tanto quelli delle pari opportunità, oggi utilizzano la parola demente per offendere Giorgia Meloni, rea di non rientrare nel loro campo culturale. Siamo drammaticamente dentro un’immaturità politica che impedisce al Paese di fare passi in avanti”.

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