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Pamela Mastropietro, giustizia in Cassazione. Ma per i media ci sono vittime e carnefici di serie B

Pubblicato il 24/01/2024 12:17 - Aggiornato il 24/01/2024 13:03

Pamela Mastropietro è stata uccisa sei anni fa. Massacrata in modo orribile dal suo aguzzino, il nigeriano Innocent Oseghale. Stuprata, accoltellata e fatta a pezzi. Era solo una ragazzina di 18 anni. L’assassino dopo averla ammazzata lavò il cadavere con la candeggina. Poi sezionò il corpo e lo nascose in due valigie, poi abbandonate. Ora, dopo tanto tempo, la Cassazione ha finalmente reso giustizia definitiva alla povera vittima e alla sua famiglia. E ha confermato la sentenza di ergastolo per Oseghale, rigettando il ricorso presentato dal suo avvocato. La sentenza era molto attesa dalla madre della vittima, Alessandra Verni: “Da sei anni aspettavo questo momento, è quello che speravo. Ma la mia battaglia non finisce qui”. (continua dopo la foto)

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La tragica vicenda di Pamela Mastropietro ha sollevato molte questioni. E non a caso, ad assistere alla lettura del verdetto c’era anche Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela. Scomparsa e mai ritrovata. “Era il minimo essere qui”, ha dichiarato Pietro. “Essere presenti e dare solidarietà ad Alessandra, che è rimasta sola. Abbandonata anche dai media”. Un passaggio importante e significativo, che sottolinea la schizofrenia dei mezzi di informazione. E delle campagne che a volte scatenano l’attenzione su alcune vittime di abusi e delitti mentre ne dimenticano altre. Non a caso, amici e parenti della ragazza romana erano presenti davanti al tribunale con diversi striscioni. “Pamela voleva vivere e dei mostri le hanno spezzato tutti i sogni”, recitava uno di questi. (continua dopo la foto)

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“Dopo sei anni”, ha dichiarato Pietro Orlandi, “spero che ci sia giustizia al cento per cento. Alessandra non potrà mai trovare la pace, ma mi auguro che un minimo di pace oggi possa trovarla con la certezza della pena”. Parole accorate, che spingono a porsi domande sul modo di agire dei nostri mezzi di informazione. Perché Alessandra Verni è stata lasciata sola? A volte si ha l’impressione che esistano, in questo Paese, vittime più importanti di altre. E carnefici più esecrabili di altri. E al di là di tutto, questa è una cosa inaccettabile. Il dolore delle persone non dovrebbe essere usato, oltretutto a intermittenza, per fare audience e sensazionalismo. E non dovrebbe essere mai dimenticato.

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