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“Morti inventati”, lo sfregio degli antagonisti: il delirante POST e la mobilitazione del 10 febbraio

Pubblicato il 23/01/2024 20:38

Al di là delle regioni storiche, sarebbe auspicabile che si arrivasse a una pacificazione nazionale, a decenni dalla fine della Seconda guerra mondiale, tra gli eredi di chi sedeva dalla parte giusta della storia e quelli di chi, pur combattendo con un’altra divisa, è comunque caduto in battaglia, per non parlare dei civili massacrati solo in quanto italiani: le foibe, dunque, e il dibattito intorno ad esse, rimangono l’allegoria di una sorta di guerra civile ideologica, interminabile ancorché a bassa intensità rispetto ai tragici Anni di Piombo. Negare l’eccidio delle foibe, di certo, non aiuta la causa di nessuno, anzitutto di chi nega l’evidenza in nome di un revisionismo assolutamente insostenibile dal punto di vista storico. Eppure, non manca chi parla di “morti inventati” e del 10 febbraio, tradizionale Giorno del ricordo, come “data costruita”. A Firenze gli antagonisti e i collettivi studenteschi preparano l’annuale oltraggio alle vittime, proprio in vista del 10 febbraio.(Continua a leggere dopo la foto)
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“Corteo antifascista” il 10 febbraio, gli slogan sono pronti

Un POST pubblicato sulla pagina di Facebook del centro sociale Cpa “Firenze Sud”, suona la carica, negando i crimini commessi dai comunisti di Tito. Si tratta degli stessi antagonisti che anche lo scorso anno oltraggiarono i morti italiani sventolando le bandiere dell’ex Jugoslavia del maresciallo Tito. Il post, pubblicato ieri, inizia così: “Il 10 febbraio, data costruita sul revisionismo storico, si avvicina, con un maggiorato interesse del governo perché sia celebrata in ogni dove: a scuola, nelle università, sui giornali, sulle televisioni e in piazze pubbliche”, annunciando poi il “corteo antifascista” dello stesso 10 febbraio. In questa occasione, ne siamo certi, riproporranno il coro dello scorso anno: Viva le foibe, il compagno Tito ce l’ha insegnato. Ogni fascista appeso va infoibato. Esiste anche un altro coro parimenti imbarazzante che, sul noto ritornello di Raffella Carrà, recita: Ma che belle son le foibe da Trieste in giù. (Continua a leggere dopo la foto)
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Morti di serie B

Già per il prossimo venerdì 26 gennaio, nell’edificio occupato dai militanti dove si terrà un primo incontro sul tema, alla presenza di Sandi Volk, “studioso di storia contemporanea licenziato per aver tentato di ricostruire la realtà storica sulle foibe”. Ad ogni modo, il Giorno del ricordo è una legge dello Stato italiano, in vigore dal 30 marzo 2004, è costretto a ricordare il Giornale. Né possiamo fare una gerarchia” dei caduti, riconoscendo solo le vittime degli eccidi nazifascisti, condannando tutti gli altri alla damnatio memoriae. Questo, sì, ci pare un comportamento fascista o, se preferite, fascistoide.

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