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Da Regno Unito e Lombardia i nuovi dati su Omicron. Così si è già sgonfiata la bolla Variante

Arrivano nuovi dati su Omicron. In Italia, stando al Corriere, sono stati sequenziati 337 casi in Lombardia, di questi solo sei contagiati sono finiti in ospedale (vale a dire il 2%: ripetiamolo: 2%!). E ancora: nessun paziente è – grazie al cielo – in terapia intensiva. Malgrado quello che viene definito (con molte persone che hanno ricevuto fino a tre dosi di vaccino) il “record di infezioni”: quasi 13 mila. La Omicron, fondamentalmente, contagia molto ma non fa danni. Le terapie intensive sono quasi vuote, le ospedalizzazioni gravi ridotte al minimo e nessun decesso. Come si giustificano, quindi, i nuovi decreti, la proroga dello stato d’emergenza e le nuove restrizioni. E ancora: dal resto del mondo arrivano dati simili, con Olanda, Belgio e Austria che hanno visto ridursi la curva dei contagi e le ospedalizzazioni ancor prima delle restrizioni. Ma il caso più emblematico è il Regno Unito. (Continua a leggere dopo la foto)

Come riporta il Guardian analizzando gli ultimi dati, “il rischio di essere ricoverati in ospedale è fino al 70% inferiore per le persone con Omicron, secondo il primo studio del governo britannico nel suo genere. Si stima che le persone con Omicron abbiano tra il 31% e il 45% in meno di probabilità di andare al pronto soccorso rispetto a quelle con Delta e tra il 50% e il 70% in meno di probabilità di richiedere il ricovero in ospedale, secondo l’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito (UKHSA). I primi risultati, descritti come ‘incoraggianti’ e ‘promettenti’, sono coerenti con l’analisi pubblicata mercoledì dall’Imperial College di Londra e dall’Università di Edimburgo”. (Continua a leggere dopo la foto)

I nuovi dati sono emersi dopo che il Regno Unito ha registrato l’ennesimo record di casi di Covid segnalati quotidianamente, con 119.789 segnalati alle 9 di giovedì. L’UKHSA ha affermato che Omicron ora rappresenta il 76% dei casi di Covid in Inghilterra, rendendolo la variante dominante. La dott.ssa Jenny Harries, amministratore delegato dell’UKHSA, ha dichiarato: “La nostra ultima analisi mostra un segnale iniziale incoraggiante che le persone che contraggono la variante di Omicron possono essere a rischio di ricovero relativamente inferiore rispetto a quelle che contraggono altre varianti. Tuttavia, va notato che si tratta di dati precoci e che sono necessarie ulteriori ricerche per confermare questi risultati”. (Continua a leggere dopo la foto)

Il segretario alla salute, Sajid Javid, ha dichiarato: “Questi nuovi dati UKHSA su Omicron sono promettenti, tuttavia, i casi della variante continuano ad aumentare a un ritmo straordinario, superando già il numero giornaliero record nella pandemia. I ricoveri ospedalieri sono in aumento e non possiamo rischiare che il servizio sanitario nazionale venga travolto”.

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