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“No, io non mi vaccino!” La stella del basket abbandona l’Italia

Quanti di voi in questo ultimo anno funestato da un governo liberticida e, se possibile , più inetto del precedente, ha pensato di scappare dalla nostra bella Italia rifugiandosi all’estero in uno dei tanti Paesi in cui l’emergenza Covid non è stata biecamente sfruttata dalle solite élite per riagguantare un potere che ormai stavano per perdere? Lo stesso pensiero deve aver fatto il campione di basket Robert Johnson che ha deciso di abbandonare la sua squadra, il Cantù, e con essa l’Italia, non per dei dissapori con la dirigenza, ma per una sua libera scelta, quella di non vaccinarsi. Nel campionato dilettantistico A2 di basket non è infatti più possibile, dal 10 Gennaio, giocare con un tampone negativo, dunque uno dei migliori realizzatori del campionato lascia i suoi tifosi e va in Polonia, al Legia. (Continua dopo la foto)

Il paradosso della questione è rappresentato dal fatto che Johnson potrebbe giocare nella lega professionistica senza il super green pass, che non è richiesto per quel tipo di giocatori. Dal 1 Febbraio infatti i professionisti non vaccinati non potranno accedere ad hotel, ristoranti, aerei, treni, ma saranno autorizzati ad allenarsi e giocare le partite. Johnson peraltro è un professionista a tutti gli effetti come attestato dal fatto che per entrare e giocare in Italia dovuto prima ottenere un visto di lavoro come professionista. (Continua dopo la foto)

Assistiamo così all’ennesima sanzione ai danni di uno sportivo corretto e performante priva di qualsiasi carattere sanitario, che lo condanna ad abbandonare il suo team esclusivamente per l’esercizio del suo libero arbitrio. Sanzione che inoltre priverà il Cantù, per il resto della stagione, del suo miglior giocatore. Ulteriore prova della scomparsa della meritocrazia anche nello sport, dove l’ allineamento al pensiero unico è diventato un requisito fondamentale ben superiore alla performance sportiva.

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