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“Sette anni di carcere”, l’incredibile proposta di legge per “punire” i genitori. Le proteste: “È agghiacciante”

Pubblicato il 10/01/2024 17:31 - Aggiornato il 10/01/2024 17:32

Dapprima ci era parsa una bufala colossale, una fake news come si dice oggi, e dunque abbiamo verificato su più d’una testata e, nonostante l’enormità di quanto abbiamo letto, è tutto vero. Sta montando la polemica in Scozia per la proposta di legge sul divieto delle “terapie di conversione” per “cambiare o sopprimere l’orientamento sessuale o l’identità di genere” dei minori. In tempi di follia woke e di politicamente corretto può accadere anche questo. La proposta promana dal partito nazionalista scozzese Snp (Scottish National Party) al governo e la bozza sarà oggetto di una consultazione online fino al 2 aprile. L’Snp ha scelto di portare avanti la legge nonostante il danno inflitto al partito dalla controversa legge sull’auto-identificazione di genere di Nicola Sturgeon, che è stata bloccata dal governo britannico. Il quotidiano scozzese The Telegraph riferisce anche che i genitori che negheranno il cambiamento di sesso ai figli minori potrebbero rischiare fino a sette anni di carcere. (Continua a leggere dopo la foto)
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Le “terapie di conversione”

È intorno alla stessa definizione di “terapia di conversione”, come riporta l’Adnkronos, che si è aperto il dibattito, giudicata sin troppo vaga dai più critici. Impedire a qualcuno di “vestirsi in un modo che rifletta il suo orientamento sessuale o la sua identità di genere” è stato presentato come esempio di un’azione che diventerebbe illegale, anche se un genitore ritenesse di agire nel migliore interesse di un bambino. Le pratiche di conversione “non hanno alcun posto” in Scozia, si è affrettata a dichiarare il ministro scozzese per la Parità, Emma Roddick. In particolare, si teme che una simile norma finisca per criminalizzare i genitori o attentare alla libertà di parola. Ad esempio, per la Chiesa cattolica scozzese “c’è una mancanza di chiarezza su cosa significhi terapia di conversione”, e la nuova legge “potrebbe criminalizzare consigli od opinioni dati in buona fede”. E ancora: “Esortiamo il governo scozzese – nelle parole di Peter Kearney, portavoce deal Chiesa cattolica di Scozia – a non criminalizzare la guida pastorale, la guida parentale, o gli interventi medici e professionali relativi all’orientamento sessuale che non siano approvati dallo Stato”. (Continua a leggere dopo la foto)
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Foto: Marion Calder

Le proteste

Persino la variegata comunità Lgbt si dice preoccupata che la nuova legge possa mettere al bando ogni risposta ai minori che s’interrogano sul loro genere diversa “dall’affermazione della loro autodiagnosi”. Marion Calder, direttrice del gruppo For Women Scotland, ha dichiarato: “Siamo seriamente preoccupati che questi piani criminalizzino i genitori amorevoli, che potrebbero affrontare anni di carcere semplicemente per essersi rifiutati di aderire al culto dell’ideologia di genere“. Se passerà questa legge, denuncia ancora Marion Calder, “darà anche agli attivisti e agli assistenti sociali poteri senza precedenti per intromettersi nella vita familiare, e avrà un impatto agghiacciante su terapisti e consulenti”.

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