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“Un errore iniettare quel veleno!” La dura accusa di Citro: ecco la VIDEO lettera al ministro

Pubblicato il 10/01/2024 15:54

Il dottor Citro della Riva, medico che da mesi lotta per far valere le proprie convinzioni (e quelle di migliaia di altri medici) riguardo al vaccino Covid, e per le quali è stato sospeso dall’ordine dei medici di Torino, ha continuato la sua battaglia attraverso la scrittura di diversi libri e ora ha espresso il suo pensiero in una lettera aperta inviata al ministro della Salute Orazio Schillaci. Una lettera (ripresa da Il Giornale d’Italia) durissima che comincia così: “Onorevole Ministro Schillaci, pregiatissimo collega, è col massimo rispetto e profonda stima che mi rivolgo a Lei rendendomi portavoce di migliaia di altri nostri colleghi”. Scrive poi il sanitario: “Noi medici abbiamo commesso gravi errori e sarebbe il momento di riconoscerli e risanarli. Ed è per questo che confidiamo in Lei. Abbiamo tollerato che qualcuno imponesse di non curare gli infettati da SARS Cov-2 abbandonandoli nelle loro abitazioni senza assistenza. E abbiamo preferito non pensare che la vigile attesa è omissione di soccorso e contravviene al nostro codice deontologico. Non abbiamo reagito quando si diffondeva la diceria che la Covid 19 non si potesse curare, pur sapendo che le terapie esistevano fin dalla prima SARS. Ed erano in letteratura da 17 anni. Era scritto anche che i SARS producono sempre tromboembolie. Eppure non abbiamo inserito l’uso precoce dell’eparina nelle terapie domiciliari, confinandolo invece nel protocollo della prevenzione per gli allettati. Non abbiamo somministrato subito il cortisone per prevenire e curare la tempesta chimica, poiché il protocollo lo sconsigliava nei primi tre giorni. Eppure sapevamo che la Covid 19 è perfettamente curabile proprio se trattata nei primi tre giorni”. (Continua a leggere dopo la foto)
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Continua Citro della Riva: “La letteratura medico scientifica della prima SARS riportava l’efficacia della idrossi clorochina e i cinesi stessi nel gennaio 2020 dichiararono che la cura indicata era idrossi clorochina e plasma iper-immune. Eppure queste due terapie sono state osteggiate in tutti i modi. Perfino gli antiinfiammatori che l’Istituto Mario Negri suggeriva come cura sono stati dimenticati e non abbiamo avuto il coraggio di opporci al mantra del ‘non esistono cure e solo il vaccino vi salverà’. Abbiamo accettato che i protocolli indicassero come unica terapia il paracetamolo. Quando noi medici sappiamo che l’antipiretico è controindicato in questi casi e che tale farmaco antagonizza il glutatione ridotto aggravando l’infezione e affrettando l’evoluzione verso la forma severa e l’ospedalizzazione. Un errore inammissibile da parte della classe medica. Un errore grave che è costato la vita a migliaia di pazienti. Li abbiamo uccisi. O li abbiamo lasciati morire. Quando l’industria è intervenuta con l’innovativa e sperimentale tecnologia dei vaccini genici affascinati dalla novità, c’è voluto tempo per accorgerci che l’antigene prodotto non viene attenuato. Non è stato reso incapace di nuocere. E che quindi stavamo inoculando dispositivi che fanno produrre una pericolosa tossina senza la minima attenuazione. Così abbiamo ucciso altre persone, trasgredendo il principio di precauzione. E non dovevamo chiamare vaccini queste pericolose armi biologiche? È giunto il momento di dichiarare e di ammettere apertamente che è stato un errore inoculare un tale veleno e che un’infezione è curabile e a così bassa letalità non necessiterebbe comunque di alcun vaccino”. (Continua a leggere dopo il video)

“Onorevole Ministro – conclude Citro della Riva – in Italia ci sono migliaia e migliaia di colleghi consapevoli degli errori commessi dalla nostra categoria, che non hanno il coraggio di esprimere il dissenso, poiché tenuti sotto scacco dalle minacce e dai ricatti. I 1000 firmatari delle 50 domande che le abbiamo inviato sono soltanto una piccola avanguardia di una moltitudine di medici che credono ancora nella medicina e le chiedono di fermare subito le campagne vaccinali di farmaci che non possono essere considerati vaccini. Noi crediamo in una classe medica unita che sotto la sua preziosa guida possa in qualche modo riscattarsi ammettendo gli errori affinché non debbano mai più ripetersi. Le chiediamo infine di esercitare tutto il suo potere in modo che la nostra nazione rifiuti e resti fuori dall’imposizione vaccinale prospettata dall’OMS, un’organizzazione privata e ormai del tutto in mano all’industria che fa il bene di certi privati ma non dell’umanità. Onorevole Ministro, ci aiuti a riscattare la classe medica e a unirla, poiché le divisioni fanno male a tutti. Vogliamo una medicina non più asservita a interessi privati. Ma al servizio della gente, dei malati, di chi soffre. Così come è sempre stato nei 2400 anni di storia. La base della medicina è il buon senso. Recuperiamolo insieme, insieme alla libertà e all’indipendenza, da interessi di altro genere. Le sono grato per la cortese attenzione e per quanto potrà fare per noi medici e per i nostri pazienti. Ho inviato questa lettera mesi fa. Lei, Ministro, non ha mai risposto”.

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