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Muore a 18 anni, “era stata dimessa dall’ospedale”. La strage dei malori improvvisi miete ancora vittime

Pubblicato il 22/12/2022 21:39 - Aggiornato il 23/12/2022 08:38

Aveva appena 18 anni e tutta la vita davanti, Anisa Mahmic. Ma la madre, nella notte, l’ha trovata priva di vita. È accaduto Ronchi dei Legionari, in provincia di Gorizia. Risulta sempre più difficile parlare di tragica fatalità. E siamo stanchi di scrivere “malore improvviso”, dinanzi alla strage quotidiana cui stiamo assistendo, nell’assordante silenzio della comunità scientifica e dei media, che preferiscono voltarsi dall’altra parte. La ragazza, che già si era sentita male il giorno precedente, dopo un primo viaggio al Pronto soccorso dell’ospedale San Polo di Monfalcone era stata rimandata a casa. (Continua dopo la foto)

Ne dà conto il Messaggero Veneto. Gli esami non avevano riscontrato nulla di anomalo, sicché era stata dimessa. Anisa e la mamma, Mirsada, erano tornate nella casa di via Quattro Novembre e quando, nella notte, il malessere si è ripresentato non c’è stato scampo: la morte è avvenuta prima dell’arrivo dei soccorsi. Nessuna correlazione con le vaccinazioni a tappeto? Ci risulta davvero arduo crederlo. La cadenza di queste notizie è oramai quotidiana e sospettiamo sia solo la punta di un iceberg di cui non individuiamo l’intera portata. Sta di fatto che l’età delle vittime è sempre giovane, in casi rari oltre i cinquant’anni, ma nella gran parte delle occorrenze parliamo, come in questo triste caso, di soggetti giovani, in salute, numerosi dei quali praticavano sport. Tutti loro aggiornano una tristissima contabilità. (Continua a leggere dopo la foto)

Sul corpo della sventurata è stata disposta l’autopsia. Dolore e sgomento, nella piccola comunità. Inutile dire che, come peraltro traspare dalle immagini di questa giovane donna, non soffrisse di alcuna patologia pregressa e fosse in buona salute. Parole di vicinanza giungono dal sindaco di Ronchi dei Legionari, Mauro Benevenuto, che l’ha definita “una notizia sconcertante”. Anisa Mahmic frequentava una scuola per l’apprendimento del mestiere di parrucchiera a Gorizia. Inutile narrare lo sconcerto che regna nel piccolo paese. Gli amici della giovane le hanno dedicato un cartellone, in cui le chiedono di “proteggerci da lassù”. (Continua a leggere dopo la foto)

Ci chiediamo, ancora e ancora: quante persone, spesso giovanissime, debbono morire di “nessuna correlazione”, prima che si decida l’istituzione di una commissione d’inchiesta (oltre che sulla gestione della pandemia) sull’inquietante fenomeno dei cosiddetti malori improvvisi.

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