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Misteriosa patologia nei bambini, aumentano i casi. “Nessuna correlazione” per Locatelli. Cosa succede

Gli ultimi dati dell’Ecdc hanno un che di inquietante. Continua a crescere, infatti, il numero di casi di un’epatite di origine misteriosa riscontrata nei bambini in vari Paesi europei. Nelle strutture sanitarie ci si interroga sui motivi di una diffusione tanto capillare e si registrano anche le prime segnalazioni provenienti dagli Stati Uniti.
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Sconosciuta la causa

Dopo l‘allerta diramata dall’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito, sono stati segnalati ulteriori casi anche in Danimarca, Irlanda, Paesi Bassi e Spagna. Ma le segnalazioni iniziano ad arrivare anche da oltreoceano. Sono nove, infatti, i casi di epatite acuta tra bambini di età compresa tra 1 e 6 anni nel solo Stato dell’Alabama, negli Stati Uniti. Gli infanti sono risultati positivi anche per adenovirus. Secondo l’ultimo aggiornamento del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), nonostante le numerose analisi già effettuate e altre in corso, al momento rimane sconosciuta la causa esatta della diffusione di tale patologia.
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Lo studio del team inglese

I bambini colpiti dalla misteriosa Epatite sembrano non avere nulla di particolare in comune. Nel Regno Unito il team di esperti dell’Uk Health Security Agency, dopo aver condotto degli studi, ha evidenziato che «le dettagliate informazioni sui casi raccolte attraverso un questionario su cibo, bevande e abitudini personali, non sono riuscite a identificare alcuna esposizione comune tra i bambini». In seguito hanno anche aggiunto che «la maggior parte dei casi non aveva la febbre, alcuni hanno richiesto cure nelle unità epatiche pediatriche specializzate e pochi sono stati sottoposti a trapianto di fegato».
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“Nessuna correlazione” per gli italiani

Anche l’Oms, dopo essere stato allarmato dalle autorità locali, ha fornito le proprie indicazioni: «sebbene alcuni pazienti siano risultati positivi al Sars-CoV-2 o all’adenovirus, è necessario intraprendere la caratterizzazione genetica dei virus per determinare eventuali associazioni tra i casi», raccomandando “fortemente” ai Paesi coinvolti di «identificare, indagare e segnalare i potenziali casi». Sul caso è intervenuto anche il presidente del Consiglio superiore di sanità e membro del CTS vicino a Sperzanza, Franco Locatelli: «Ad oggi non abbiamo alcuna evidenza che vi sia una correlazione con il nuovo coronavirus», ha detto a Buongiorno su Sky TG24. I casi visti finora «testimoniano la necessità di avere dei sistemi di monitoraggio epidemiologico straordinariamente efficienti per intercettare le emergenze di casi di malattie trasmissibili. È un investimento che nel Paese va largamente incentivato e implementato», ha poi aggiunto Locatelli. 
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Ancora molta l’incertezza

L’Ecdc ha comunque sottolineato che, con tutta probabilità, la diffusione avrebbe cause infettive, ma non c’è ancora la certezza. La preoccupazione che l’epatite acuta possa essere in qualche modo legata al Covid-19 resta, anche se al momento non sono stati dimostrati collegamenti con il virus e con il relativo vaccino. Ad ogni modo le cause possono essere virali, batteriche, fungine ambientali, autoimmuni. Solo ulteriori ricerche ed approfondimenti potranno fare un po’ di luce sulla questione.

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