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“Meloni e Salvini abbiano il coraggio di dirlo”. Speranza rivela, ecco da quando ripartiranno le vaccinazioni

Pubblicato il 31/08/2022 19:25

Speranza non molla. Benché il ministro della Salute uscente stia per appropinquarsi alle porte del palazzo sito in Lungotevere Ripa, al numero 1, sembra non voler assolutamente mollare l’osso sulla questione vaccini e restrizioni. Roberto Speranza, da più parti eletto come il “peggior ministro della Salute della storia”, torna a dire la sua su alcuni dei temi più caldi che riguarderanno gli italiani durante la prossima stagione fredda. A riportare le dichiarazioni del titolare del dicastero ci pensa La Pressa, noi ne estrarremo le principali.
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Tra le ossessioni principali di Roberto Speranza troviamo la reclusione degli “appestati”. Sul taglio della quarantena per uscire di casa da sette a cinque giorni, infatti, ha esplicitato che “è in arrivo un parere del Consiglio superiore di sanità. Appena sarà formalizzato faremo le opportune valutazioni. Quello che è certo, è che se una persona è positiva, deve rimanere in casa. Questa è una indicazione molto netta, molto chiara”. Il ministro della Salute, e candidato della lista Pd-Italia Democratica e Progressista a Napoli, lo ha detto in modo esplicito durante un intervento ai microfoni di ‘The breakfast club’, contenitore di Radio Capital.
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“Questa è una sciocca campagna elettorale, che mi interessa relativamente” ha proseguito Speranza. “Penso che se una persona è positiva, è interesse di tutti che non contamini e non contagi altre persone“. Questa la sua risposta a chi gli fa notare che ci sarebbero 600mila italiani esclusi dal voto perché tarda a firmare la circolare per liberare i positivi asintomatici. “Continuo a pensare – ha aggiunto – che dobbiamo mantenere un elemento di prudenza, di precauzione. Abbiamo una fase diversa. Quella più difficile, delle chiusure dure, delle esperienze che ciascuno di noi ha vissuto sulla propria pelle, sono alle spalle. Sono alle spalle soprattutto grazie a una campagna di vaccinazione straordinaria, perché il 90% delle persone ha risposto positivamente e oggi abbiamo una delle percentuali più alte del mondo”. Sarebbe stato bello se qualcuno gli avesse fatto notare che siamo anche tra i Paesi con le peggiori statistiche sui decessi nel mondo.
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Per quanto concerne i protocolli per il ritorno a scuola, Speranza ha spiegato che: “Il Covid non è magicamente partito per Marte, non ha preso un aereo o un’astronave per andare in un’altra parte del pianeta. Il Covid è ancora un tema con cui fare i conti, però abbiamo strumenti che prima non avevamo. Questo ci mette nelle condizioni di poter guardare al futuro con maggiore fiducia: vale per la scuola e per tutte le altre attività”. “Tutti gli studi – ha proseguito il ministro della Salute – ci dicono che anche l’apertura delle finestre può aiutare, certamente è uno dei tanti elementi da mettere insieme: un utilizzo intelligente delle mascherine, aprire le finestre, evitare assembramenti eccessivi, usare – e questo è fondamentale – il vaccino”. Sarebbe opportuno anche che Speranza ci dicesse quali studi raccontano ciò che afferma, visto che le ultime evidenze scientifiche vanno in tutt’altra direzione.
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Ai microfoni di Radio Capital, Speranza ha anche parlato della gestione della pandemia post elezioni: “Dal 26 settembre, qualsiasi cosa accada, bisognerà continuare a fare i conti con il Covid e, soprattutto, bisognerà insistere con la campagna vaccinale. Tra l’altro, stanno per arrivare nuovi vaccini aggiornati per la variante Omicron, che potranno aiutarci ulteriormente a difendere soprattutto i più fragili”. Vaccini che, è bene ricordarlo, non sono nemmeno stati sottoposti a test clinici, ma ciò non è sufficiente a frenare le manie vacciniste del nostro ministro della Salute.
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L’instancabile vaccinatore seriale Speranza ha poi fatto un appello alle forze politiche avversarie, affinché dicano chiaramente che la strada è ormai tracciata: “Ho chiesto un impegno pubblico a tutti i leader, soprattutto a quelli della destra, che mi sembra abbiano più ambiguità, in particolare Meloni e Salvini, dal mio punto di vista ancora molto ambigui su questo tema, di dire chiaramente agli italiani che la campagna di vaccinazione non si ferma”. Speranza ha poi concluso sottolienando che “Salvini e Meloni nei sondaggi hanno risultati molto significativi: io chiedo che dicano al Paese con fermezza, con chiarezza, senza ambiguità, che dal 26 settembre la campagna di vaccinazione va avanti con grande determinazione. Se non lo fanno, c’è un solo motivo: stanno cercando di prendere i voti dei no vax”. I leader della coalizione di centrodestra stanno dunque omettendo qualcosa che già sanno? A sentire Speranza, sembra proprio di sì.

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