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Medici, infermieri e operatori non vaccinati costretti alle ferie forzate. Il caso che fa discutere

Pubblicato il 22/03/2021 13:34 - Aggiornato il 22/03/2021 13:38

È accaduto a Brindisi che ad alcuni operatori sanitari sia stato richiesto l’allontanamento perché non sottoposti alla vaccinazione contro il Covid. Si tratta dell’applicazione di un provvedimento regionale richiesto dal medico competente, il medico che si occupa di tutela della salute del personale ospedaliero, dell’Ospedale Perrino.

 “Il direttore sanitario per fare seguito alla richiesta ha inviato una lettera ai primari dei reparti affinché dispongano ferie d’ufficio a tutto il personale non vaccinato”, si legge tra le righe del giornale.

“Al momento la situazione è in itinere perchè si sta valutando la reale situazione sui non vaccinati”, ma qualche giorno fa risultavano circa 581, su 5mila, operatori sanitari della Asl di Brindisi non vaccinati.

Ovviamente oltre che ad avere delle ripercussioni nell’ambito dei diritti e tutela, la vicenda comporta delle importanti conseguenze anche in termini di problemi causati dal numero ridotto del personale medico-sanitario, “alcuni turni potrebbero restare scoperti”. Per il momento la Direzione generale ha provveduto con una nuova organizzazione del lavoro: dal 17 marzo bloccati i ricoveri e le visite non urgenti.

Tale provvedimento ha provocato la reazione contraria della Funzione Pubblica Cgil che con una nota dichiara:”Il rifiuto di vaccinarsi, non è paragonabile al TSO, altrimenti sarebbe stato normato dalla legge italiana, a tal proposito facciamo espresso riferimento al fatto che le disposizioni in materia sanitaria appartengono unicamente alla normativa nazionale e non possono essere derogate da disposizioni non eventi carattere di norma primaria. A nulla può valere la disposizione punitiva di porre in ferie forzate il dipendente anche perché cade in piena contraddizione con il lavoro effettuato da tutti i dipendenti dell’Asl dal febbraio 2020”.

La Cgil chiede “ l’immediata revoca degli ordini di servizio con il relativo reintegro del personale nei reparti di appartenenza. In un momento come questo, con una grande pandemia in atto, perdere professionisti addestrati è un palese eccesso di potere non giustificato da norme di legge”.

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