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Ragazzi bloccati a Malta, mamma Simona in lacrime alla Farnesina: chiede di essere ricevuta

Simona Guidobaldi è il volto della sofferenza che stanno vivendo i genitori dei ragazzi “prigionieri” a Malta dopo essere risultati positivi al Covid: “Abbandonati senza assistenza sanitaria, il governo intervenga per riportarli a casa”. A raccontare queste ore drammatiche è Alessandra Benignetti su sputniknews.com: “Si sono dati appuntamento davanti alla Farnesina per chiedere che i loro figli vengano riportati in Italia il prima possibile con un volo speciale organizzato dal governo italiano. Sono i genitori di alcuni dei 120 ragazzi italiani bloccati a Malta dopo essere risultati positivi al tampone”. (Continua a leggere dopo la foto)

“In questo momento non viene assicurato il loro diritto alla salute e alla dignità”, denuncia a Sputnik Italia Simona Guidobaldi, mamma di Filippo, un ragazzo romano di 17 anni, partito per un fine settimana nell’isola lo scorso 7 luglio con la fidanzata Sara. Quando dovevano rientrare in Italia, il 10 di luglio, però, Filippo risulta positivo al test rapido effettuato in aeroporto: “Da quel momento – racconta la mamma – i ragazzi sono stati portati in un Covid hotel, ma nonostante mio figlio fosse minorenne nessuna autorità mi ha contattato, sono stata io a sentire l’ambasciata e così sono stata informata del fatto che avremmo dovuto pagare cento euro al giorno e che avrebbero dovuto procurarsi il cibo con i servizi di delivery”. (Continua a leggere dopo la foto)

“Per il resto non c’è stata nessun tipo di assistenza sanitaria nonostante la fidanzata di mio figlio dal giorno successivo al tampone – denuncia ancora mamma Simona – avesse cominciato a stare male, con febbre, tosse, vomito e diarrea”. La famiglia, quindi, si è rivolta al Comitato Cura Domiciliare Covid-19, che tramite un medico volontario ha fornito assistenza alla coppia, ordinando i medicinali in una farmacia del posto. “Si figuri che prima di sentire loro abbiamo dovuto inviare il termometro dall’Italia tramite una ragazza maltese che abita nel nostro quartiere e che partiva per l’isola proprio in quei giorni. È stata lei – racconta Simona – a portare ai ragazzi anche l’acqua”. (Continua a leggere dopo la foto)

“Il consolato italiano – denuncia ancora Simona a Sputnik – mi ha contattato soltanto il 13 luglio dopo che avevo inoltrato una serie di mail. Da quel momento è stata attivata una chat per tutti i ragazzi che, come mio figlio, erano arrivati a Malta non tramite viaggi organizzati. Ma è assurdo che finora mio figlio non abbia ancora ricevuto la visita di un medico”. Romina Paludi, coordinatrice per Roma Centro di ItalExit, ha collaborato all’organizzazione del sit-in davanti al ministero degli Esteri. “Sosteniamo i genitori che sono oggi qui davanti alla Farnesina per manifestare la loro rabbia e chiediamo al governo che intervenga in maniera urgente e immediata per far rientrare questi giovani in Italia per essere curati adeguatamente dalle proprie famiglie e dal nostro sistema sanitario”, è l’appello. (Continua a leggere dopo la foto)

Attacca ancora Plaudi: “Non è possibile tenere dei minori senza assistenza a migliaia di chilometri di distanza e senza dare notizie alle famiglie, senza parlare dei costi della quarantena, chi dovrà farsene carico – conclude – nei casi in cui non è stata sottoscritta l’assicurazione?”.

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