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L’Italia come la Grecia. Lagarde fa la prima mossa e prepara il commissariamento. La situazione

Pubblicato il 21/07/2022 19:36

La situazione in Europa è critica. Inflazione e crisi pesano sull’economia continentale e l’instabilità politica italiana funge da catalizzatore per una serie di provvedimenti che potrebbero portare ad un commissariamento del futuro Parlamento eletto. Draghi è salito al Quirinale dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo l’intervento alla Camera e la data delle elezioni è stata stabilita: si andrà alle urne il 25 settembre. Le reazioni dell’Europa non si sono fatte attendere, con la conseguente ufficializzazione del rialzo dei tassi di interesse e dello “strumento anti-frammentazione euro”, così come viene chiamato tecnicamente dalla Bce di Christine Lagarde. In un comunicato stampa si legge che «La BCE ha approvato lo strumento di protezione del meccanismo di trasmissione della politica monetaria (Transmission Protection Instrument, TPI)».
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I motivi dei provvedimenti della BCE

A pesare nell’andamento dell’economia della zona euro, principalmente, è la guerra in Ucraina. Un’economia che «sta rallentando» spiega la presidente della Bce Christine Lagarde. Dunque, la Banca Centrale Europea ha deciso di applicare il rialzo dei tassi di interesse, introducendo lo scudo anti-spread, il Tpi. Lagarde ha poi aggiunto che il rallentamento che potrebbe essere aggravato nel caso in cui «le forniture di prodotti energetici dalla Russia saranno interrotte». Lo stop del gas russo per l’Europa porterebbe al «razionamento per famiglie e imprese», con il conseguente rallentamento dell’economia. Secondo quanto riferito da alcune fonti, la decisione di rialzare i tassi sarebbe stata presa all’unanimità dal Consiglio direttivo. Un rialzo «più alto di quanto annunciato in precedenza» dovuto alle «nuove stime sui rischi dell’inflazione».
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I parametri del TPI

L’aumento del costo del denaro verrò “compensato” dallo strumento del Tpi, che potrebbe interessare soprattutto l’Italia, viste le dimissioni di Mario Draghi. La presidente della Bce, infatti, non ha escluso il ricorso allo scudo per l’economia italiana, ribadendo comunque che la decisione «è interamente nella discrezionalità del Consiglio direttivo». Ma il tema centrale sta proprio nelle sue parole successive. Lagarde ha sottolineato che ciò dovrebbe avvenire «sulla base di criteri indicati molto specificamente» e «sulla base di una valutazione approfondita». Come riferisce ANSA, l’attivazione del Tpi si baserà, infatti, su quattro criteri: il rispetto dei criteri di bilancio indicati dall’Ue, l’assenza di gravi squilibri macroeconomici, la sostenibilità del debito, l’adozione di politiche «solide e sostenibili nel rispetto degli impegni presi con il recovery e con le raccomandazioni specifiche della Commissione europea». Regole di non poco conto, che avrebbero delle conseguenze a dir poco infauste.
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Il ricatto dell’Europa ed il commissariamento dell’Italia

Dunque, mentre la politica italiana discute la data delle elezioni per eleggere il proprio Parlamento, secondo le parole della presidente della BCE, Christine Lagarde, lo stesso verrebbe poi esautorato dai mercati e dalla stessa Commissione Europea, facendo sprofondare il Paese in uno stato di commissariamento europeo di fatto. Non è chiaro, infatti, quali siano le garanzie della sostenibilità del debito volute dall’Ente con sede a Francoforte sul Meno. Dovremo forse ipotecare scuole, ospedali ed autostrade? L’unica garanzia assoluta di sostenibilità del debito è la sovranità monetaria. In assenza di sovranità l’unica garanzia può venire dalla Bce (che però per garantire vuole garanzie). Dunque, non basterebbe una patrimoniale. In un simile scenario ci vorrebbe una patrimoniale ogni tot mesi per garantire il debito derivante dal Pnrr. E se i soldi finiscono? Si prendono pure i marciapiedi.

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