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Libertà e Costituzione: cosa siamo disposti a perdere per proteggerle?

Pubblicato il 12/01/2022 22:21

di Mia Gandini,
Coordinatore Regionale Italexit per l’Emilia-Romagna

Se chi è in minoranza persevera, determina la vittoria su un nemico più numeroso.

(Sun Tzu – L’arte della guerra)

Dal 5 gennaio, giorno in cui abbiamo avuto certezza dell’ultima stretta autoritaria di questo governo di non eletti, molti di noi sono caduti nel panico. In primis tutti i lavoratori ultra-cinquantenni, i quali, se non in possesso della certificazione verde COVID-19, dal prossimo 15 febbraio saranno sospesi e perderanno la retribuzione, pur con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. Aggrava il quadro la notizia secondo la quale tutti i vaccinati con due dosi che non faranno la terza saranno considerati non vaccinati al pari dei no-vax. Non ci consola sapere che “noi l’avevamo detto”: ma siamo contenti che anche fra i vaccinati qualcuno inizierà finalmente a farsi domande. Per questo vorrei invitare tutti alla calma, perché questa ulteriore stretta è, a mio parere, la prova della debolezza di chi non riesce a piegare la nostra decisione di non farci inoculare alcunché (a noi e ai nostri figli).

Certo il governo non molla, convinto che questa misura piegherà la volontà dei cittadini più ribelli, costringendoli a cedere alla dittatura sanitaria più subdola, costruita sul terrore del contagio e imposta da una classe politica che sta cancellando il senso della democrazia e delle libertà fondamentali scritte nella nostra Costituzione.

L’obbligo di subire la somministrazione del cd. “vaccino” incide sul più fondamentale fra tutti i diritti, l’habeas corpus, cioè il diritto a disporre di sé stessi, che rientra fra i cd. diritti “inviolabili”: connaturati per nascita all’essere umano, essi preesistono al diritto formale e non possono essere soggetti ad alcuna autorizzazione, se non in casi eccezionali, senza discriminazioni e con misure proporzionate alla gravità degli eventi. Non è certo questo il quadro in cui si iscrive l’ultimovergognoso decreto legge sull’obbligo vaccinale, che impone una stretta inaccettabile a tali diritti con la scusa del Covid-19, proprio quando è ormai chiaro a tutti che i vaccinati si ammalano e contagiano tanto quanto i non vaccinati, se non di più!

La scusa di sacrificare tutte le nostre libertà alla della tutela della salute pubblica non regge più, anche perché ai tratta di una diritto che nella nostra Costituzione compare solo all’art 32 e non è un caso. Certo nostri padri costituenti, dopo aver recuperato, con il sacrificio di tante vite, le libertà che venti anni di dittatura avevano soppresso, sapevano bene che senza libertà non può esistere nessuna vera salute. Purtroppo abbiamo perso la memoria della nostra storia se, come pare, la maggioranza dei nostri concittadini non vede il pericolo della deriva autoritaria insita nell’obbligo vaccinale appena imposto e nel Green-Pass come strumento di controllo sociale.

In questo quadro desolante, vorrei invitare tutti noi a cambiare prospettiva e vedere la battaglia contro questo “Leviatano amministrativo” – come lo ha definito il filosofo Agamben – davvero come una guerra, invitando tutti ad alzarsi e combatterla con le armi che il sistema ci offre: per esempio, impugnando ogni sanzione e, ancora di più, facendoci sospendere!

Contro il governo della paura, che sta scatenando l’offensiva finale contro chi si mostra renitente ai dictat del regime, sarebbe ora di dimostrare il nostro carattere e la nostra determinazione anche mettendo in conto qualche sacrificio, come hanno fatto i nostri padri durante la resistenza. Oggi non dobbiamo rischiare la vita, per fortuna, ma forse possiamo rischiare qualche mese senza stipendio, come hanno già fatto altri coraggiosi cittadini già colpiti da questa odiosa misura, nella sanità e nelle forze dell’ordine. Rinunciando ad ogni acquisto superfluo, riducendo i consumi di energia e di gas, possiamo provare a restare sospesi dal lavoro per qualche settimana o qualche mese. Non tutti potranno permetterselo certo. Ma chi può, dovrebbe valutare seriamente tale opzione. Io certamente lo farò.

Questa protesta non solo darebbe forza alla nostra lotta (insieme a tutti gli altri strumenti che stiamo mettendo a punto in queste ore come Partito) ma potrebbe fare una bella differenza nel mondo del lavoro. Gli over50 sono la massa numericamente più importante della forza occupazionale italiana, soprattutto nel pubblico impiego. Secondo i dati ISS del 5 gennaio scorso, fra i 40 e i 60 anni i NON VACCINATI sono 2.553.000, mentre i VACCINATI CON DUE DOSI (ormai assimilati ai no-vax se non faranno la TERZA) sono 13.400.000. Una platea di milioni di lavoratori che, se si facessero sospendere, unitamente all’elevato numero di assenti per Covid di questi giorni, metterebbe in ginocchio l’intero sistema produttivo. Oltre a configurare anche una forma di sciopero fiscale: niente stipendio, niente versamenti alle casse dell’Erario. Nell’ora più buia della nostra democrazia, chi ha la forza di lottare deve farlo anche per chi non può o non sa farlo.page2image53768000

Molti nostri nonni hanno perso la vita per darci le libertà che ci stanno togliendo. Noi cosa siamo disposti a perdere per proteggerle?
Modena. 11 gennaio 2022