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L’Europa fa i vaccini (ma per gli altri) ed esporta 34 milioni di dosi

Roba da non credere, eppure è così: talmente assurdo da essere fuori da ogni senso logico.
A ieri (mercoledì 10 marzo) quasi il 58% degli israeliani ha ricevuto almeno una dose di vaccino anti-Covid, il 33% in Gran Bretagna, il 18% negli Stati Uniti. La percentuale scende in maniera importante per l’Europa, che si ritrova al 6,5%. Nello specifico, in Italia, su 7.207.990 vaccini consegnati, ne sono statai somministrati 5.782.615, con oltre 1,4 milioni di dose ferme nei frigoriferi. Questi i dati che vengono riferiti da Milano Finanza.

Ma il dato che desta ancor più sconcerto e rabbia -e qui arriviamo alla notizia rivelata dal New York Times che ha ricevuto per primo l’accesso a documenti Ue finora inediti- è la quantità di vaccini che nel solo mese di febbraio l’Unione Europea ha esportato, dopo averle propodote al suo interno, verso l’estero. Parliamo di ben 34 milioni di dosi di farmaci anti-virus. L’Europa arriva perfino a beccarsi il primato: “accusata di protezionismo dopo il blocco all’Australia, è in realtà la più attiva al mondo nel fornire agli altri Paesi gli antidoti prodotti in casa”.

“Milioni di vaccini sono usciti da siti produttivi Ue per andare verso i 31 Paesi di tutto il mondo. Tra le principali destinazioni ci sono Gran Bretagna, a cui sono arrivate dall’Ue più di 9 milioni di dosi, il Canada con 3,9 milioni, il Giappone con 2,7, sempre con 2,7 il Messico, con 1,4 l’Arabia e oltre 950mila gli Stati Uniti”. Provate a indovinare quali Paesi, tra tutti quelli presenti a livello europeo, si sono dati più da fare con le esportazioni: ovviamente non potevano mancare la leader tedesca, l’Olanda e il Belgio.

“Finora la Gran Bretagna non starebbe esportando vaccini prodotti all’interno del proprio territorio”, lo farà solo “dopo aver raggiunto un certo obiettivo”, si legge tra le righe di MF. Così mentre l’Europa, esporta enormi quantitativi di dosi (ma per gli altri), la stessa Europa resta in grave ritardo, fanalino di coda, attende ancora l’autorizzazione da parte dell’EMA -che dovrebbe arrivare oggi- per l’approvazione del vaccino Johnson & Johnson. “La Commissione europea avrebbe chiesto al governo degli Stati Uniti un prestito di 10 milioni di dosi del vaccino J&J, ma secondo fonti Ue, la richiesta sarebbe stata respinta”.

Povera Italia e poveri italiani, che mentre aspettano -a questo punto non si riesce a capire bene che cosa, perchè i vaccini non fanno in tempo ad uscire dai siti di produzione che vengono direttamente dirottati all’estero- sono costretti a vedere il solo sorgere e tramontare dalle mura domestiche, le proprie tasche svuotarsi e magari, nel frattempo, anche la propria impresa morire lentamente a suon di restrizioni.

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