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L’euro ci ha tolto 400 miliardi di Pil! Come e perché 20 anni di moneta unica ci hanno impoverito

Pubblicato il 03/03/2021 11:28 - Aggiornato il 03/03/2021 11:34

“Con l’euro lavoreremo un giorno di meno guadagnando come se lavorassimo un giorno di più”, diceva Prodi. Sono passati quasi 20 anni da quando l’euro diventava la moneta unica di 19 Paesi con economie, debiti e fisco del tutto differenti. 20 anni di lenta e logorante distruzione per il popolo italiano.

Carlo Cambi spiega molto bene e con dati alla mano, in un articolo che comparirà su Panorama, la disgrazia che abbiamo accolto e la miseria che abbiamo raccolto. Una cosa l’euro ha saputo fare molto bene: impoverire “l’Italia, che ha visto ridurre il suo export del 30%, a beneficio invece della Germania, e aumentare il debito pubblico (dal 108% del Pil del 2000 è a oltre il 135% del 2019). Abbiamo lasciato per strada 400 miliardi di Pil e insieme abbiamo visto lievitare la pressione fiscale del 43%, che per alcune categorie è vicina al 68%, un “record mondiale”, aggiunge il giornalista. Abbiamo il terzo tasso di disoccupazione più elevato, un Pil pro capite sotto la media Ue e così il potere d’acquisto.

Abbiamo rinunciato alla nostra sovranità monetaria, ci hanno fatto servire su un piatto d’argento, a prezzi di svendita, le nostre imprese e aziende, abbiamo visto ridurre a brandelli il nostro sistema sanitario, eccellenza e modello per i Paesi all’estero. E adesso? Hanno finito? No, perchè abbiamo ancora molto da perdere e perchè a Bruxelles fa gola lo stock di ricchezza degli italiani: “I cittadini in banca hanno 1.500 miliardi e un patrimonio che si aggira sui 10.000 miliardi”. Fintanto che potranno, prenderanno, fino a renderci ancora più deboli. “Da Bruxelles su questa ricchezza vogliono metterci le mani. Da qui il continuo brusio sulla patrimoniale”, spiega Cambi.

È molto semplice il concetto. È come se tutti gli stati membri fossero in concorrenza tra di loro perchè tutti partecipanti dello stesso gioco, ma il gioco non è leale per diversi motivi. Le regole non sono uguali per tutti, ognuno ha le sue, (basti pensare ad esempio che in Europa non esiste una legge fiscale comune, così i paradisi fiscali o le grandi multinazionali possono godere di questo vantaggio competitivo che va a danno degli altri).

Perfino il ministro delle Finanze tedesco super rigorista oggi presidente del Bundestag, Welfgang Schauble, ha ammesso: “È vero, noi tedeschi abbiamo approfittato dell’euro”. La Germania, ad esempio, “è diventata il primo esportatore europeo, ha tenuto le sue banche territoriali al riparo dei controlli mentre ha fatto ingabbiare quello altrui e ha fatto dell’Unione il suo mercato domestico”.

Ma come si può pensare, ancora oggi, dopo 20 anni di massacro che sia giusto cedere sovranità nazionale per acquistarne di condivisa? Non ci è bastato quello abbiamo dovuto sopportare? Dove è finito l’orgoglio italiano? Per questo ed altri motivi noi di ItalExit ci opponiamo alla gabbia europea.

Insieme per la rinascita dell’Italia: se anche tu vuoi riportare il nostro Paese in alto, sulla cima della vetta, a risplendere insieme alle stelle, seguici, unisciti e contribuisci.
Noi non vogliamo più vedere l’Italia schiava e succube delle imposizioni altrui e tu? Visita il sito www.italexit.it oppure trova il circolo “No Europa per l’Italia – ItalExit con Paragone” della tua città.