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L’arroganza del potere colpisce un grande medico e scienziato. Barbaro, l’ordine dei medici emette la sua condanna politica

Pubblicato il 10/06/2022 14:23

Alla fine è arrivata la condanna politica nei confronti di Giuseppe Barbaro, il cardiologo di 64 anni specializzato in medicina interna e dirigente medico presso l’ospedale policlinico Umberto I di Roma. Dopo settimane di polemiche, l’Ordine ha infatti deciso di comminare nei confronti del medico una sospensione di 6 mesi. Una decisione che, come specificato nel comunicato ufficiale con cui è stata annunciata la sanzione, è stata presa “a maggioranza” e che era in realtà nell’aria, purtroppo, da tempo. Il motivo di questa scelta? Presto detto.

Barbaro era stato accusato da un medico vaccinatore della ASL Roma 2 . Il medico “accusatore”, si era accorto che alcuni pazienti ( esattamente 12), presentanti cartelle cliniche attestanti elevato rischio cardiovascolare, erano in cura dal prof Barbaro. Esattamente il dr Barbaro, cardiologo e internista, si sarebbe macchiato di “eccesso del principio di precauzione”, prescrivendo indagini e analisi cliniche prima della vaccinazione, al fine di evitare i gravi effetti avversi ( trombosi, intus, miocardite,cecc.) verso i quali, gli stessi pazienti avevano un elevato rischio. È bastato questo per far drizzare le antenne dell’Ordine, che ha subito messo nel mirino il professionista, reo di essersi semplicemente occupato con particolare attenzione della salute dei propri assistiti: prima della vaccinazione, Barbaro era solito consigliare infatti esami approfonditi per scongiurare eventuali rischi derivanti dall’inoculazione.

Gli esami prescritti da Barbaro servivano a circoscrivere il rischio di eventuali effetti avversi dovuti al trattamento: le analisi riguardavano per lo più la valutazione di eventuale predisposizione a trombosi, eventi emorragici, infarti e problemi cardiaci che vengono enumerati negli stessi foglietti illustrativi dei vaccini anti-Covid. Questo è stato sufficiente per l’Ordine dei medici per accusare il cardiologo di Roma di aver violato l’articolo 6 del codice di deontologia medica perché avrebbe “adottato e diffuso pratiche diagnostiche o terapeutiche delle quali non è resa disponibile idonea documentazione scientifica”. Dopo settimane di battaglie, ora è scattata anche la sospensione per il medico.

A conferma del clima con il quale i medici sono stati costretti a lavorare per mesi, proprio in questi giorni è arrivata la notizia della nascita dell’associazione “Deontologia medica Udine, che si compone di 20 soci fondatori”. Come raccontato dal Gazzettino, ai soci “non viene posto alcun limite al diritto di espressione. Quando faranno delle dichiarazioni saranno tenuti a filmare di loro mano qualsivoglia dichiarazione assumendosi la responsabilità di quanto detto”. Un modo per tutelare i professionisti che svolgono con dedizione il proprio mestiere, tanto che questa nuova realtà ha già ricevuto “messaggi di solidarietà da parte di soci ordinistici”, spaventati dalla possibilità di ricevere sanzioni per il loro operato.

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