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La partita di Renzi: l’ex premier vuole un governo longevo per scegliere il successore di Mattarella

Un colpo di scena in realtà ampiamente preventivabile, anticipato da un flusso di donazioni monstre ai comitati di Matteo Renzi che lasciava presagire qualche grossa novità in arrivo. Non per questo meno fastidioso per la maggioranza, con il premier Conte a sbottare per l’inopportunità di una mossa arrivata subito dopo che gli equilibri giallorossi si erano faticosamente definiti. E con il terrore che il suo illustre predecessore possa, a un certo punto, tirare una clamorosa spallata all’alleanza M5S-Pd.

Nei piani di Renzi, però, c’è in realtà un esecutivo magari non troppo solido ma comunque duraturo. Perché il rottamatore il suo personalissimo obiettivo l’ha già puntato, ed è l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica nel 2022, appuntamento al quale vuole presentarsi pimpante e col vestito buono. Per arrivarci, però, l’ex sindaco di Firenze dovrà dosare con maestria i suoi interventi sulla vita del governo, dove ha un peso specifico non indifferente che si farà sentire al momento di discutere di Legge di Bilancio o altre tematiche delicate.

Di qui al 2020, infatti, l’esecutivo dovrà indicare oltre cento manager pubblici, dal Cda dell’Inps fino agli ad di Eni, Enel, Leonardo e Terna. Tutte partite che fino a ieri sarebbero state decise all’interno del perimetro M5s-Pd e che ora invece avranno anche un terzo attore. Se il senatore di Rignano vorrà far valere la sua posizione al momento di identificare il successore di Mattarella, però, non potrà tirare troppo la corda. Anche perché, nel frattempo, ha bisogno di tempo per ritagliarsi un nuovo spazio politico dopo la fondazione di Italia Viva.

Renzi si è affrettato a lanciare la sua nuova creatura perché spera col passare di mesi di rimpolparne le fila, aggiungendo nuovi parlamentari in arrivo tanto dal Pd quanto dal mondo della destra moderata. Aumentando il suo peso giorno dopo giorno, guardando con interesse alla nuova legge elettorale. E sognando il momento in cui il suo intervento sarà decisivo per trovare il nuovo inquilino del Quirinale dopo l’odiato Mattarella, con il quale i rapporti restano freddissimi.

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