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“La democrazia deve tornare”: il grande giornale inglese umilia l’Italia

Cosa ne pensa davvero la stampa estera del governo Draghi? Mentre i nostri politici continuano a gonfiare il petto a ogni occasione, ribadendo come l’Italia sarebbe diventata “il punto di riferimento per il mondo intero nella lotta al Covid”, qualche dubbio in realtà sorge spontaneo. Prendere, per esempio, l’ultimo editoriale dedicato dal Guardian alla nostra Penisola. Una testata che in passato aveva spesso elogiato il nostro Paese e che, però, di recente non ha mancato di sottolineare più di qualche zona d’ombra.

"La democrazia deve tornare": il grande giornale inglese umilia l'Italia

Nell’articolo si parla di un Draghi capace di guidare “autorevolmente” il governo di unità nazionale. Ma nell’unirsi agli entusiasmi espressi in questi giorni da altre testate britanniche di stampo liberal, il Guardian non ha esitato ad affondare qualche colpo, decisamente duro: “La democrazia presto o tardi dovrà essere ripristinata, dopo la transizione affidata a un primo ministro tecnocrate”.

Il Guardian ha anche ricordato come Draghi non sia stato normalmente eletto dal popolo italiano al termine di una tornata elettorale, e che “la politica tradizionale dovrà presto fare il suo ritorno”. Quello di cui soffre una parte dell’opionione pubblica italiana, quindi, è una sorta di “Draghi-dipendenza, comprensibile ma non sana”.

Nel commento finale il Guardian ha parlato anche della possibilità di un salto di Draghi verso il Quirinale, sostenendo come l’attuale premier sia il candidato al momento più forte per succedere a Mattarella. Tra un complimento e l’altro, insomma, la stampa straniera non ha mancato di sottolineare l’anomalia di questo esecutivo e la necessità di un ritorno a una normale dialettica politica, senza più tecnocrati al comando e con un ripristino della democrazia. Chissà se qualcuno, dalle nostre parti, avrà capito il senso di questa analisi.

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