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Italia “commissariata” con Draghi sempre premier: il piano a sorpresa dei partiti di maggioranza

Pubblicato il 20/12/2021 14:15

Riuscirà Mario Draghi a coronare il sogno di un trasloco diretto dalle stanze di Palazzo Chigi a quelle del Quirinale, succedendo così a Sergio Mattarella nel ruolo di Presidente della Repubblica? Difficile dirlo con certezza, nei giorni in cui le manovre per il Colle si stanno facendo sempre più fitte. Soprattutto perché l’attuale premier si trova a scontrarsi con la voglia di molti onorevoli di rimanere incollati alla poltrona fino alla fine della legislatura. L’elezione di Draghi a Capo dello Stato metterebbe seriamente a rischio la loro permanenza nei palazzi del potere e così sono già partite le contromosse utili a evitare un simile scenario.

Non a caso, in questi giorni anche dall’estero sono iniziati a fioccare analisi e articoli in cui si sottolinea l’importanza della permanenza di Draghi come premier. Stando a quanto riportato da Libero Quotidiano, sarebbe stato dettato dal Colle romano l’articolo del Financial Times in cui si prefiguravano scenari drammatici in caso di trasloco al Quirinale dell’ex presidente della Bce. Non solo: “Sempre dalla capitale è stato imbeccato l’altro endorsement, che solo a una prima occhiata rischia di ingabbiare il banchiere, ovveroa l’editoriale con il quale l’Economist incorona l’Italia Paese dell’anno, un riconoscimento più unico che raro per noi”.

I politici italiani si sono affrettati ad attribuire a Draghi ogni merito per il riconoscimento ottenuto, accettando di passare in secondo piano pur di blindare la permanenza del premier a Palazzo Chigi. Ma le possibili alternative sul piatto, secondo Libero, ora sarebbero due, non troppo rassicuranti. La prima: se il Parlamento incoronerà Draghi Capo dello Stato, “i partiti si garantiranno sette anni di scudo protettivo, che per dirla con Giorgetti saranno anche di mezzo commissariamento, perché Super Mario sarebbe un presidente molto operativo, ma si tratterebbe di una tutela pur sempre più leggera rispetto all’attuale”. L’alternativa? Forse peggiore.

“Se invece la politica non asseconderà l’uomo forte – conclude Libero – tenendolo sequestrato a Palazzo Chigi, i commedianti non si illudano di trasformarsi da comparse in protagonisti dopo il voto del 2023. Perché, se non ci sarà un vincitore netto e in grado di reggere a lungo, ipotesi minoritaria stante l’attuale pastosità della situazione, il Draghi per un anno si trasformerà in Draghi per sempre e l’interessato, come dimostra l’uscita dell’Economist, per il 33% di proprietà degli Elkann, ha tutte le aderenze nazionali e internazionali per fare in modo che sia così”.

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