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Ristoratori k.o., gli infermieri si mobilitano e vanno in loro soccorso: “Ora tocca a noi”

I ristoranti sono chiusi, gli ospedali tornano a esplodere. E mentre il governo cincischia, gli italiani fanno per conto loro. E così, al fianco dei ristoratori – già piegati dal lockdown primaverile, e che avevano comunque fatto il possibile per aiutare il personale sanitario – scendono in campo gli infermieri, per ricambiare la solidarietà di chi a marzo gratuitamente non gli faceva mancare una pizza o un pasto caldo durante i turni massacranti. Adesso le parti si invertono, dunque: “Lo stipendio di un infermiere non sarà grande… ma il cuore è innegabile che invece lo sia”. In campo per aiutare i ristoratori. È questa l’iniziativa lanciata dal sindacato NurSind – e riportata da Fanpage – per sostenere i gestori di locali e ristoranti colpiti dalle nuove misure per contenere i contagi da Coronavirus.

“A marzo i ristoratori, i pasticceri, i baristi, i pizzaioli anche i negozi di profumeria, hanno donato colazioni, pranzi, cene, creme lenitive agli infermieri che stavano affrontando l’emergenza Covid. I cittadini, i commercianti, loro sì, hanno riconosciuto il sacrificio che stavamo facendo nella guerra al Covid. Adesso, con le nuove restrizioni alle loro attività, ad essere in difficoltà sono loro”, ha scritto Daniele Carbocci, segretario territoriale NurSind Pisa e membro del Direttivo Nazionale, in un invito a mobilitarsi che è diventato virale.

Gli infermieri sono di nuovo in prima linea in tutti gli ospedali, ma anche i commercianti “rischiano, in modo diverso, la loro vita e quella dei loro cari. Come noi sia allora che ancora oggi che siamo ripiombati in emergenza. Gli infermieri non hanno stipendi da favola. Chi meglio di noi lo sa. Ma una pizza, una colazione, un aperitivo (prima delle 18 ovviamente…) finanche una cena da asporto, credo che ce la possiamo permettere”.

“Allora cari colleghi, facciamo questo per chi ieri ci ha donato il proprio affetto e il frutto del proprio lavoro”, è l’esortazione. “Ordiniamo pizze, colazioni, cene…finché possiamo facciamoci anche l’aperitivo”. L’invito è già stato raccolto e rilanciato online da migliaia di colleghi infermieri.

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