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Incentivi auto 2024 al via, da quando si possono prenotare. Ecco cosa cambia: la tabella

Pubblicato il 21/01/2024 12:00 - Aggiornato il 21/01/2024 12:01

È scattato il conto alla rovescia, e mancano due giorni soltanto. Dal 23 gennaio 2024, dalle alle ore 10 per la precisione, ripartiranno gli incentivi auto, che riproporranno le medesime agevolazioni previste per lo scorso anno. Dunque, (ri)scopriamo i dettagli degli incentivi auto previsti per il 2023 e quali vetture rientrano nei bonus, secondo quanto comunicato dal governo sul portale Ecobonus. Gli incentivi saranno disponibili sino all’esaurimento dei fondi disponibili e già stanziati ovvero, allo stato attuale, 570 milioni di euro. Contestualmente, il Ministero ha anche annunciato che sta “lavorando alla modifica del decreto vigente, al fine di migliorare l’incentivo, tenendo conto dell’andamento del mercato e delle esigenze dei consumatori”.
Si tratta, dunque, di incentivi che potenzialmente saranno di fatto disponibili solo per poche settimane, in attesa che il Ministero dell’Industria e dello sviluppo economico, dopo un tavolo con le associazioni di settore previsto per il primo febbraio, ufficializzi eventuali modifiche o integrazioni. (Continua a leggere dopo la foto)
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I vecchi bonus, in attesa dei nuovi

Cerchiamo, ora, di districarci tra gli incentivi e le varie fasce, sia di fasce di reddito sia collegate alle emissioni “inquinanti” dei veicoli. Il nuovo programma di Ecobonus auto 2024 dovrebbe, stando a quanto filtra, confermare per le famiglie con un Isee inferiore a 30.000 euro una maggiorazione fino al 25% sul totale dell’incentivo. Ad accedere all’incentivo sono le vetture, anche con motore termico, con emissioni di anidride carbonica fino a 135 g/km. Per le auto termiche con emissioni di CO2 comprese tra 61 e 135 g/km sono riservati solo 120 milioni di euro e dunque appena 60.000 contratti, per ciascuno dei quali verranno erogati 2.000 euro di contributo statale con rottamazione di una vettura fino a Euro 4. Secondo le anticipazioni raccolte, il meccanismo dei nuovi Ecobonus 2024 dovrebbe mantenere ancora la suddivisione delle auto in tre categorie incentivabili, premiando le minori emissioni di anidride carbonica a partire dalle elettriche. A disposizione, lo abbiamo scritto, ci sono 570 milioni di euro: per la fascia meno inquinante sono stati stanziati un totale di 205 milioni di euro; per le plug-in le risorse sono di 245 milioni di euro – rispettivamente 232,75 e 12,25 milioni di euro – e infine per le vetture ibride e le auto a motore endotermico la cifra disponibile è di 120 milioni di euro. (Continua a leggere dopo la foto)
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La ripartizione dei fondi

Ecco, di seguito, i fondi declinati secondo le fasce di emissioni della vettura acquistata: 0-20 g/km CO2, 205 milioni di euro (194,75 ai privati e 10,25 alle società di car sharing e noleggio a lungo termine); 21-60 g/km CO2, 245 milioni di euro (232,75 ai privati e 12,25 alle società di car sharing e Nlt); 61-135 g/km CO2, 120 milioni di euro, tutti ai privati. In accordo con tali parametri, sono previsti incentivi autoda 2.000 euro a 5.000 euro in base alla seguente ripartizione: 0-20 g/km: 3.000 euro senza rottamazione o 5.000 euro con rottamazione; 21-60 g/km: 2.000 euro senza rottamazione o 4.000 euro con rottamazione; 61-135 g/km: 0 euro senza rottamazione o 2.000 euro con rottamazione. (Continua a leggere dopo la foto)

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Una novità, i limiti massimi di prezzo

Il governo Meloni ha anche introdotto un limite massimo di prezzo di listino per ciascuna fascia (Iva esclusa) che, tuttavia, non comprende l’Ipt (Imposta provinciale di trascrizione) e il contributo Pfu (Pneumatici fuori uso). Ecco i nuovi limiti di prezzo: 0-20 g/km: 35.000 euro (42.700 euro Iva compresa); 21-60 g/km: 45.000 euro (54.900 euro Iva compresa); 61-135 g/km: 35.000 euro (42.700 euro Iva compresa). Per tutti i restanti veicoli, ecco i fondi a disposizione: 40 milioni di euro per moto e ciclomotori elettrici e termici; 20 milioni di euro per i veicoli commerciali N1 e N2 elettrici. Aggiunge Corriere Motori, l’inserto sulle quattro ruote del Corriere della sera, ci sono anche altri 40 milioni di euro riservati per le infrastrutture di ricarica elettrica private e condominiali sotto forma di rimborso dell’80% delle spese sostenute, ma nel limite di 1.500 euro per i privati e di 8.000 euro per i condomini. (Continua a leggere dopo la foto)

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Una conferma, le automobili da rottamare

Va ben precisato che la rottamazione è obbligatoria solo per chi intenda acquistare automobili con motore termico e ibrido, e con emissioni comprese tra 61 e 135 g/km. La vettura da acquistare deve necessariamente essere intestata all’acquirente di quella nuova (o a un suo familiare convivente da almeno 12 mesi) e deve altresì essere di classe inferiore a Euro 5: Euro 0, 1, 2, 3 o 4.

Il Piano incentivi per il 2024

Il primo febbraio, al tavolo “automotive” sarà, come detto, presentato il Piano incentivi per il 2024. Tre le direttrici indicate dal ministro Urso: “Rottamare le auto più vecchie e altamente inquinanti, favorire l’acquisto di modelli ecologicamente sostenibili da parte dei ceti più bassi e di chi ha meno disponibilità finanziaria, e aumentare la produzione nazionale”. L’obiettivo sarà quello di “segnare una svolta rispetto a quello che è accaduto negli anni passati”.

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