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Il no di Mattarella spalanca a Draghi le porte del Quirinale (con la benedizione dell’Ue)

Mentre l’Italia continua ad arrancare, con le famiglie e gli imprenditori in attesa ormai da tempo immemore di interventi da parte del governo che permettano loro di tornare a respirare, c’è una partita che sta per entrare nel vivo e che sta molto più a cuore, a certa politica, delle sorti degli italiani. Quella per la successione di Sergio Mattarella, con il totonomi sul possibile successore del presidente della Repubblica che già impazza. E con lo stesso inquilino del Colle attualmente in carica che si è affrettato a chiudere la porta all’ipotesi di un eventuale bis.

Il no di Mattarella spalanca a Draghi le porte del Quirinale (con la benedizione dell'Ue)

Mattarella, in queste ore, è stato chiaro: “Ancora otto mesi, poi finalmente mi riposerò”. Un monito a quelle forze della maggioranza che già ragionavano su una seconda elezione, sulla falsariga di quanto accaduto con Giorgio Napolitano, per tagliare la testa al toro ed evitare pericolose sorprese nel segreto del voto. E così ai partiti toccherà trovare una soluzione diversa, con il Pd che si scervella da tempo sul nome giusto da proporre agli alleati. Nicola Zingaretti, quando ancora segretario, pare aver istituito al Nazareno addirittura “l’Ufficio iscrizioni per le candidature al Colle”, a conferma di quanto la partita, per i dem, sia ben più importante della crisi economica che ha colpito i cittadini.

Stando a quanto riportato da Repubblica in queste ore, la rosa dei candidati Pd è lunga, lunghissima. E comprende personalità come Gentiloni, Franceschini, Casini. Su quest’ultimo sembrerebbe convergere anche Matteo Renzi, ma la partita è ancora complicata, con un dialogo fittissimo tra tutte le forze che sostengono il governo Draghi. E proprio Draghi, alla fine, potrebbe essere l’uomo giusto, l’unico che al momento gode di un consenso tale da non temere qualche scherzetto dei franchi tiratori di turno, al momento del voto. Con il benestare, ovviamente, di un’Europa soddisfatta del lavoro dell’ex vertice della Bce, più che felice di accontentare Bruxelles a ogni richiesta.

Non manca, in tutto questo, qualche voce proveniente dal Movimento Cinque Stelle che vorrebbe addirittura l’elezione al Colle di Giuseppe Conte, idea buona per scongiurare l’ormai imminente avvento dell’ex premier alla guida del partito. L’Avvocato del Popolo, però, non ci pensa nemmeno a mollare lo scettro che Beppe Grillo e Luigi Di Maio gli hanno ormai ufficialmente conferito. Su una cosa, però, sono tutti d’accordo: meglio non far aspettare troppo gli italiani. Già abbandonati dagli ultimi governi, potrebbero non prendere bene lo scenario di un Paese bloccato per mesi in attesa che i partiti decidano il successore di Mattarella.

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