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I vaccini spaventano anche i medici: sulle chat corrono dubbi e sospetti

Pubblicato il 18/08/2021 10:22

Insicurezze, perplessità, un generale senso di abbandono. Non soltanto i pazienti che ricevono il vaccino ma anche medici e infermieri che si incaricano della somministrazione vivono da tempo, ormai, momenti di ansia e incertezza. E non lo nascondono, come testimoniato dagli scambi che avvengono all’interno della comunità “Medici italiani”, che conta poco meno di 100 mila iscritti. Professionisti molto attivi sui social e che nelle ultime settimane si interrogano soprattutto sulle conseguenze dei farmaci nei pazienti, alle volte anche gravi.

I vaccini spaventano anche i medici: sulle chat corrono dubbi e sospetti

La Verità ha pubblicato alcuni scambi avvenuti all’interno del gruppo che ben testimoniano il clima che si respira. Un radiologo toscano chiede, per esempio: “Vorrei sapere se nella vostra esperienza avete notato una maggiore incidenza di trombosi delle vene gemellari in pazienti giovani e in apparente buona salute”. Una ginecola di Roma risponde: “Io ho un sessantenne con embolia polmonare”. Annalisa Amati, medico di base a Cuneo, spiega che il gruppo è nato soprattutto per scambiare informazioni preziose al momento dell’arrivo del Covid in Italia, quando ancora si sapeva pochissimo del virus. Ora, però, l’attenzione è tutta sui vaccini e i loro effetti.

La stessa Amati, per esempio, porta all’attenzione dei colleghi il caso di un paziente affetto da psoriasi ma in remissione da anni, che dopo il vaccino “ha presentato recrudescenza con chiazze in tutto il corpo che non rispondono a terapia cortisonica”. Dall’alto, dalle istituzioni, di risposte d’altronde non arrivano. E così i medici si confronto tra loro di fronte a ogni evento imprevisto, chiedendosi se possano esserci correlazioni tra reazioni, a volte anche molto violente, e i farmaci che al momento vengono somministrati agli italiani. Costretti dallo Stato a navigare a vista.

Un pediatra di Bologna chiede, per esempio, se sia il caso di fare la seconda dose di Pfizer a una sessantenne che dopo la prima “si è ritrovata con un edema sulla lingua, ipotensione e astenia profonda”. Ci si confronta tra colleghi, ci si consiglia, si esprimono dubbi. Medici e infermieri abbandonati a loro stessi, costretti ogni giorno a improvvisare, a confrontarsi con l’imprevisto dietro ogni angolo. Mentre il governo continua a ricattare gli italiani per costringerli a vaccinarsi, senza se e senza ma.

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