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Il Green pass è stato inutile: la verità, ora, scappa anche all’ex dirigente del ministero della Salute

Pubblicato il 18/05/2023 08:53

“Da quando è arrivato Omicron, il virus ha un altro volto. Si è diffusa un’immunità ibrida (infezioni e vaccini) e di polmoniti ne girano veramente poche”. Parole rassicuranti, in linea con quanto ormai il mondo ha capito da tempo: convivere con il Covid senza allarmismi si può, anzi si deve. Tanto che la stessa Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha dichiarato ufficialmente cessata la pandemia. Chi è stato, però, a pronunciare quel virgolettato che sembra invitare tutti alla calma? Udite udite, si tratta di Gianni Rezza, ex dirigente generale del ministero della Salute ora in pensione. Intervistato dal Giornale, ha ammesso quindi candidamente come il virus abbia ormai cambiato volto e non sia più un pericolo. Peccato però che proprio mentre Omicron si affacciava all’orizzonte, le decisioni del governo Draghi erano state ferree, oppressive. E difese dai tecnici. (Continua a leggere dopo la foto)
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Green pass inutile, l’ammissione dell’ex dirigente di Speranza

Come sottolineato da Alessandro Rico sulle pagine della Verità, a leggere oggi le parole di Rezza viene da sorridere amaramente. La variante Omicron era infatti comparsa nel novembre del 2021, poco prima che il governo Draghi decidesse di rafforzare ulteriormente le misure restrittive nei confronti degli italiani introducendo il famigerato “Super Green Pass” in sostituzione del semplice Green Pass. Qualcosa, in questa narrazione, decisamente non torna. (Continua a leggere dopo la foto)

Ogni volta che qualcuno aveva provato, in quei mesi complicati, a invocare un graduale ritorno alla normalitò, subito politici e scienziati lo avevano additato come “pericoloso no vax”, invocando la gogna mediatica. Ora scopriamo, a quanto pare, che con l’arrivo di Omicron la pandemia era di fatto già finita. E le restrizioni introdotte successivamente e difese dai tecnici non avevano alcun senso di esistere. Un cambio di rotta niente male per il ministero della Salute, non c’è che dire. (Continua a leggere dopo la foto)

Rezza ha anche preso le distanze da Conte e Speranza per quanto riguarda la gestione della prima ondata di Covid in Val Seriana: “Non entro nei fatti giudiziari. Io allora dirigevo il Dipartimento all’Iss di malattie infettive e quando il Cts mi convocò dissi che serviva subito la zona rossa”. Nessuno, però, lo aveva ascoltato: “Secondo me invece era un atto dovuto. Sembravano tutti d’accordo. È mancata la decisione politica”.

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