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“Cosa farò a Filippo Turetta e cosa provo”: l’intervista a Gino Cecchetin, padre di Giulia

Pubblicato il 06/12/2023 09:28 - Aggiornato il 06/12/2023 13:56

“Ci sono molte Giulie nel mondo e in Italia. Voglio agire, parlare con tutte le persone in Italia, in particolare con gli uomini, che sono il problema”. Queste le parole rilasciate da Gino Cecchettin in un’intervista a Bild. Un caso, quello della morte di sua figlia Giulia, che ha scosso l’Italia. Con il genitore che, attraverso le pagine del giornale, ha parlato anche del responsabile del suo omicidio, Filippo Turetta: “Non nutro sentimenti di odio. Ma farò di tutto affinché riceva la giusta pena per quanto ha fatto. Giulia era come un fiore per me, un amore profondo”. (Continua a leggere dopo la foto)
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gino cecchetin filippo turetta

Parlando di Turetta, l’uomo ha sottolineato come “non è mai stato il tipico macho“, ma probabilmente aveva un problema di narcisismo; era “un narciso, una persona che deve possedere: tu sei mia o di nessun altro”.

“Quando Giulia scomparve, una sua buona amica venne da me e mi raccontò che, nell’ultimo incontro con Filippo, aveva già percepito che lui le metteva paura. Era diventato aggressivo, ma solo verbalmente” ha raccontato Cecchettin nell’intervista, riportata da The Social Post. (Continua a leggere dopo la foto)

gino cecchetin filippo turetta

Il padre aveva precedentemente consigliato a Giulia di mantenere le distanze e di incontrare l’ex ragazzo solo in presenza di altre persone, ma lei gli aveva risposto che Turetta minacciava di suicidarsi e che voleva aiutarlo. “Quando il mio migliore amico mi ha detto che era stato trovato il corpo di Giulia, mi sono rifugiato in un angolo e ho pianto disperatamente. Poi ho detto: andiamo, voglio vederla. Ho guidato per 150 chilometri verso le montagne. Ero sulla scena del crimine, la polizia mi ha condotto lì. L’ho vista. Durante il viaggio di ritorno non abbiamo parlato. A casa abbiamo pianto insieme”

Il padre di Giulia aveva perso la moglie alcuni anni prima: “Allora pensavo fosse il momento più buio della mia vita, ma lo scorso anno ho portato 100 chili di dolore, ora sono 200“.

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