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“Così l’Islam è diventato un nuovo Stato”. L’esperto avverte l’Europa (e l’Italia): “Dove abbiamo sbagliato”

Pubblicato il 13/09/2023 11:02 - Aggiornato il 26/09/2023 10:41

Un caso che ha infiammato la Francia nelle ultime settimane, quello esploso intorno all’utilizzo dell’abaya, indumento femminile di origini arabe. Il presidente Emmanuel Macron lo ha vietato nelle scuole, riaccendendo polemiche feroci in un Paese che non sembra riuscire a fare i conti con la multietnicità della proprie periferie. I rappresentanti del mondo musulmano, con l’appoggio di una parte della sinistra, hanno annunciato il ricorso al Consiglio di Stato, sostenendo che l’abaya non abbia connotazioni religiose e sia soltanto un abito alla moda. Una tesi che non trova però d’accordo il politologo e insegnante di Sociologia del mondo arabo Bernard Rougier. Professore alla Sorbona, è stato intervistato da Danilo Ceccarelli per Panorama: “L’abaya è a tutti gli effetti un abito religioso, sia per le ragazze che per i predicatori che invitano a utilizzarlo”. (Continua a leggere dopo la foto)
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Vietare l’abito a scuola, secondo Rougier, è giusto e aiuta a proteggere le giovani musulmane: “L’islamismo lavora sulla colpevolizzazione. La religione viene utilizzata come strumento di potere, alle giovani viene detto che non sono buone musulmane se non indossano l’abaya. Era importante prendere una posizione a difesa della scuola, che è il luogo del riconoscimento dell’universale. Dietro l’abaya c’è la contestazione di certi insegnamenti, la richiesta di regole particolari”. (Continua a leggere dopo la foto)

Cosa si intende per islamismo? Secondo Rougier “l’islamismo arriva ogni volta che ci si appropria della parola di Dio o si rifiutano le interpretazioni del testo sacro differenti dalle proprie. In Francia abbiamo intellettuali musulmani liberali di grande talento, ma il loro pensiero non entra in campo religioso perché molti imam sono influenzabili da una certa retorica”. Che penetra nelle banlieu, le periferie: “Qui ha successo una forma di separatismo religioso che prende piede tramite slogan. La nuova generazione di fede musulmana conosce i testi del XVIII secolo riadattati al contesto francese, viene detto loro come proteggere la fede o perché non bisogna avere amici di confessioni diverse”. (Continua a leggere dopo la foto)

La repubblica francese, di fatto, “in certi luoghi non è rappresentata. Nei quartieri popolari l’Islam è diventato un elemento identitario. Lo Stato non è riuscito a creare un legame sociale alternativo, ha perso i mezzi per far vivere il suo discorso repubblicano”. Una situazione alla quale si è arrivati “per vigliaccheria, rinunce, compromessi. La maggior parte dei ricercatori francesi che lavora sull’Islam non osa scrivere quello che pensa per paura di favorire l’estrema destra. Ma in questo modo non si riescono a prevenire certi episodi”.

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