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“Ecco cosa voglio e di cosa ho paura..” Le prime parole di Filippo Turetta dal carcere: le sue richieste

Pubblicato il 27/11/2023 12:58 - Aggiornato il 28/11/2023 11:37

Ha chiesto di poter ricevere dei libri, così da occupare il tempo. Ha avuto un confronto con fra Alberto, il cappellano di Montorio. E ha fatto domanda per avere degli ansiolitici, visto che di notte non riesce a dormire. Queste, come riportato dal Corriere della Sera, le prime richieste fatte da Filippo Turetta, il responsabile dell’omicidio dell’ex fidanzata Giulia Cecchetin, in carcere dopo aver tentato la fuga oltre confine. Secondo la testata, il ragazzo “mangia, si confronta con il compagno di cella. Chiede informazioni agli agenti della penitenziaria, vuole sapere cosa succederà adesso. Come sarà la vita fuori dal reparto di infermeria dove lo monitorano 24 ore su 24”. (Continua a leggere dopo la foto)
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filippo turetta richieste carcere

Nelle prossime ore, con tutta probabilità Filippo Turetta sarà trasferito in un reparto “protetto” in vista dell’interrogatorio. Il giovane si sarebbe informato circa la possibilità di studiare e frequentare corsi. Ha in programma un incontro con l’avvocato Giovanni Caruso, il suo legale, con il quale ha avuto già un colloquio dopo la consegna dalla Germania. (Continua a leggere dopo la foto)

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L’avvocato avrà accesso agli atti depositati dalla procura di Venezia e informerà il suo assistito del contenuto delle carte. Materiale che servirà ad andare oltre le otto pagine dell’ordinanza firmata il 20 novembre dal gip Benedetta Vitolo con le accuse di sequestro di persona e omicidio aggravato per l’assassinio di Giulia Cecchettin. Informazioni che serviranno a “elaborare una strategia difensiva”. (Continua a leggere dopo la foto)

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Il 21enne potrà ora scegliere di restare in silenzio o di rispondere alle domande del giudice. C’è però, come spiegato dal Corriere, anche una terza via: la possibilità che Turetta decida di rilasciare solo dichiarazioni spontanee. Un monologo, per fornire comunque una ricostruzione di quanto successo la notte di sabato 11 novembre e nei giorni successivi, con la fuga sulle montagne e poi in Austria e Germania. Senza l’obbligo di rispondere alle contestazioni dei magistrati. Collaborare, però, potrebbe avere un peso sull’eventuale pena.

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