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Draghi, un buco segreto da 5 miliardi. Scoperta l’eredità avvelenata dei “migliori”

Pubblicato il 20/11/2023 09:40 - Aggiornato il 20/11/2023 09:41

Cosa ci ha lasciato in eredità il governo “dei migliori” guidato da Mario Draghi? Il bilancio, a guardar bene, è tutt’altro che positivo. Oltre alle tante polemiche sulla gestione della pandemia, con sentenze che oggi stanno finalmente dando ragione a chi si era ribellato a ingiuste imposizioni, anche dal punto di vista economico il lascito non è certo dei migliori. Anzi. Come spiegato dalla testata La Verità, di recente è venuto allo scoperto l’ennesimo “buco” causato nei conti pubblici da quell’esecutivo. Di cosa stiamo parlando? Presto detto. L’autostrada dei Parchi tornerà al gruppo Toto, al quale la concessione era stata revocata nel recente passato dal governo Draghi per gravi inadempienza. I tribunali hanno dato torto all’ex premier e ai suoi ministri: il governo Meloni erediterà così 5 miliardi di euro di risarcimenti da versare ai diretti interessati. (Continua a leggere dopo la foto)
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draghi eredità 5 miliardi

Una mazzata non da poco, per i conti pubblici. Oltre al danno, la beffa: per limitare i danni di un esborso così importante, la gestione dell’autostrada tornerà ai vecchi proprietari. Draghi, insomma, non è riuscito a sottrarre al gruppo Toto la gestione. In compenso, ha provocato l’ennesimo terremoto nelle casse dello Stato. Non si tratta, tra l’altro, dell’unica rogna lasciata dal “governo dei migliori” ai posteri. (Continua a leggere dopo la foto)

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I flop del governo Draghi non si contano ormai più. Pensare, per esempio, alla famosa tassa sugli extraprofitti delle imprese energetiche: secondo l’ex premier avrebbe generato incassi pari a 11 miliardi, ne sono arrivati meno di 3. La norma era nata per alleggerire il peso delle bollette sulle tasche dei cittadini, ma come evidente qualcosa è andato storto. Molto storto. (Continua a leggere dopo la foto)

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Altra partita aperta da Draghi è stata quella delle perdite delle controllate del gas Snam e Gse, spinte dal governo a fare scorta di materia prima allo scoppio della guerra in Ucraina, quando i prezzi erano alle stelle. Il risultato? Un buco da 4 miliardi, secondo La Verità, al quale va poi sommato l’ennesimo, clamoroso autogol: il Superbonus, reiterato da Draghi in un momento in cui i conti pubblici erano già sotto sforzo.

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