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“A novanta secondi a mezzanotte”. Arriva l’inquietante bollettino 2023 degli scienziati atomici (il VIDEO)

Pubblicato il 24/01/2023 19:11

Il Doomsday Clock, l’orologio dell’Apocalisse, è stato spostato in avanti: a 90 secondi alla mezzanotte, il lasso di tempo più vicino che sia mai arrivato a segnalare un’imminente catastrofe causata dall’uomo. Come incipit non è confortante, lo ammettiamo. Ma non avete ancora letto il resto. Anzitutto, se non avete mai sentito parlare del Doomsday Clock, il primo termine indica il giorno del giudizio universale, l’Apocalisse, e clock vuol dire ovviamente “orologio”. Questo orologio metaforico non segna l’ora esatta ma, ideato dagli scienziati della rivista Bulletin of the Atomic Scientists dell’Università di Chicago nel 1947, misura metaforicamente la minaccia per l’umanità. Una catastrofe globale che pare dunque che non sia stata mai così imminente. Il Bulletin è stato fondato nel 1945 da Albert Einstein e dagli scienziati dell’Università di Chicago che hanno contribuito a sviluppare le prime armi atomiche al Progetto Manhattan. Tra le minacce più gravi nella nostra epoca, secondo gli esperti che lo regolano, ci sono la guerra in Ucraina, le armi nucleari e i cambiamenti climatici. Se ne è occupata dapprima Elizabeth Weise su USA Today di oggi, ma la notizia, e non potrebbe essere altrimenti, sta facendo in queste ore il giro del mondo. (Continua a leggere dopo il VIDEO)
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Il pianeta e l’umanità sono più vicini all’annientamento di quanto non sia mai stato da quando le prime bombe nucleari sono state rilasciate alla fine della Seconda guerra mondiale, come è stato dichiarato, durante una conferenza stampa, dal consiglio di esperti – tra cui ben dieci premi Nobel – che compongono lo stesso Atomic Scientists’ Science and Security Board che, in tempi di Guerra Fredda, avevano calcolato 7 minuti alla metaforica, e fatidica, mezzanotte. Nel corso degli ultimi 76 anni le lancette dell’orologio si sono via via sempre più dirette verso l’ora del giudizio, raggiungendo nel 2020 il minimo storico di 100 secondi. Eravamo, allora, nel pieno dell’emergenza Covid. Oggi viviamo in un mondo di crisi interconnesse, con preoccupanti scenari nel lungo termine. Lo spostamento dell’orologio a soli 90 secondi a mezzanotte “invia un messaggio che la situazione è urgente, con possibili conseguenze generali ed effetti di lunga data”, ha detto la presidente del Bollettino, Rachel Bronson. In particolare, è l’escalation della guerra in Ucraina, ad accrescere la preoccupazione, con il fondato pericolo che il conflitto possa coinvolgere siti dei reattori nucleari di Chernobyl e Zaporizhzhia, con conseguente rilascio di materiale radioattivo. (Continua a leggere dopo la foto)

La stessa Bronson invoca i potenti della Terra: “il governo degli Stati Uniti, i suoi alleati della Nato e l’Ucraina hanno una moltitudine di canali di dialogo. Esortiamo i leader a esplorarli tutti al massimo delle loro capacità per riportare indietro l’orologio”. L’impostazione dell’orologio, che avviene annualmente, non ha (almeno in teoria) lo scopo di spaventare le persone, ma invece di ricordare ai governi quanto potere abbiano per cambiare – in meglio – gli scenari globali. Accanto alla guerra in Ucraina, le armi nucleari e la crisi climatica, vi è poi un’altra criticità: quella delle minacce biologiche, come la recente pandemia da coronavirus. Tali eventi, sottolineano gli esperti, non possono più essere considerati rari.

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