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“Difendo la libertà, è un diritto fondamentale dell’uomo”. Djokovic racconta la sua persecuzione in un’intervista da non perdere

Pubblicato il 16/05/2023 09:54

Hanno provato in tutti i modi ad appiccicargli addosso l’etichetta di “pericoloso no-vax“, eleggendolo a simbolo di comportamenti irresponsabili e dannosi per gli altri. Lui, il re del tennis Novak Djokovic, ha risposto a modo suo. Campione fuori e dentro il campo, non si è lasciato trascinare sul terreno di facili polemiche, preferendo continuare a incantare il mondo con la racchetta in mano. Rifiutando di vaccinarsi e rivendicando la sua scelta, personale e indiscutibile. Intervistato da Aldo Cazzullo sulle pagine del Corriere della Sera, l’atleta si è definito un solitario, come un lupo che incontrò quando aveva solo dieci anni a Kopaonik, nel Sud della Serbia: “Ci siamo guardati per dieci secondi, i più lunghi della mia vita. Poi lui ha piegato a sinistra e se n’è andato. Provai una sensazione fortissima che non mi ha mai abbandonato: una connessione d’anima, di spirito. Il lupo simboleggia il mio carattere. Sono molto legato alla mia famiglia, e cerco di essere disponibile con tutti; ma a volte devo stare da solo”. (Continua a leggere dopo la foto)
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Parlando del vaccino e delle polemiche che lo hanno accompagnato a ogni esibizione, Djokovic ha poi spiegato : “Ho subìto tutto sulla mia pelle. Molte persone hanno apprezzato che io sia rimasto coerente. Il 95 per cento di quello che è stato scritto e detto in tv di me negli ultimi tre anni è totalmente falso”. (Continua a leggere dopo la foto)
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“Io non sono no vax e non ho mai detto in vita mia di esserlo – ha chiarito il tennista – Non sono neppure pro vax. Sono pro choice: difendo la libertà di scelta. È un diritto fondamentale dell’uomo la libertà di decidere che cose inoculare nel proprio corpo e cosa no. L’ho spiegato una volta alla Bbc, al ritorno dall’Australia, ma hanno eliminato molte frasi, quelle che non facevano comodo. Così non ho mai più parlato di questa storia”. (Continua a leggere dopo la foto)

djokovic intervista difendo la libertà

In Australia, Djokovic era stato prima trattenuto e poi espulso dal Paese: “Io però non ho violato le regole. Sono entrato in Australia con i documenti necessari e corretti, come ha riconosciuto il magistrato del primo processo. Non ero vaccinato? Avevo avuto il Covid ed ero guarito. Ho rispettato tutte le norme e non ho messo in pericolo nessuno. Eppure una volta là sono diventato un caso politico, uno che metteva in pericolo il mondo. Il sistema, di cui i media sono parte, esigeva un bersaglio, che fosse opposto al mainstream e lo sono diventato. Mi hanno messo l’etichetta di no vax, una cosa del tutto falsa, che ancora adesso mi fa venire il mal di stomaco”.

Col passare dei mesi, il re del tennis si è preso l’ennesima rivincita: “Si è scoperto che la situazione della pandemia era molto diversa da come veniva presentata. Ora l’Organizzazione mondiale della sanità ha scritto che il virus non è più così grave, che fa parte di tutti i virus che abbiamo….”.

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