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Covid, dagli Usa il farmaco che riduce dell’80% il rischio di contagio

Pubblicato il 01/02/2021 10:29 - Aggiornato il 01/02/2021 10:36

Una scoperta che potrebbe “cambiare il corso della pandemia”, sostiene José Antonio Sacristán, direttore medico della casa farmaceutica Eli Lilly and Company.

Mentre nel mondo si prosegue con la distribuzione delle dosi di vaccino anti-Covid, arriva dagli Stati Uniti d’America la notizia dello sviluppo di un nuovo farmaco che in fase sperimentale ha ridotto il rischio di sviluppare il coronavirus dell’80%.

A sviluppare il bamlanivimab, farmaco che riduce notevolmente il rischio di contagi, l’azienda farmaceutica di Indianapolis (Indiana), la Eli Lilly and Company. 

Lo studio della fase 3 è stato condotto coinvlgendo 965 persone, tra anziani e lavoratori all’interno di una casa di cura. Il disegno sperimentale prevedeva che alla metà del campione venissero somministrati 4.200 milligrammi di farmaco, all’altra metà una sostanza placebo. “A otto settimane di distanza è stata osservata una “frequenza significativamente inferiore” di infezioni nel gruppo di coloro che hanno ricevuto il bamlanivimab rispetto agli altri”, riferisce il Corriere dello Sport che ne dà notizia. 

Non solo quindi la significativa diminuzione del rischio di contagio, ma è stato anche evidenziato come “non ci sono stati decessi attribuiti a Covid-19” sia tra il gruppo di anziani si tra i lavoratori a cui è stato somministrato il farmaco. 

José Antonio Sacristán, direttore medico di Lilly, ha celebrato dichiarando: “Hanno dimostrato che bamlanivimab aiuta a prevenire il Covid-19, riducendo sostanzialmente il ricovero tra gli anziani, uno dei gruppi più vulnerabili nella nostra società, e rafforzando l’idea che gli anticorpi neutralizzanti, come il bamlanivimab, possano essere determinanti nel cambiare il corso di questa pandemia”.

I risultati sono stati talmente eccezionali che non appena sono stati pubblicati, “il farmaco ha ricevuto subito l’autorizzazione per l’uso di emergenza dalla United States Drug Administration”, pertanto negli Stati Uniti è già possibile utilizzarlo per il trattamento da Coronavirus nei pazienti ad alto rischio.

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