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“Covid, dati fuorvianti per mantenere un clima d’emergenza”: l’analisi del microbiologo Broccolo

Pubblicato il 31/01/2022 10:08

Lo stato di emergenza, con i numeri degli ultimi mesi, non ha più senso di esistere. A dirlo è il virologo Francesco Broccolo, docente di microbiologia clinica all’università Milano Bicocca, che alle pagine della Verità ha offerto una lettura diversi sui dati dei contagi forniti dall’Istituto superiore di sanità e invitato tutti a riflettere su alcuni punti: “La variante Omicron corre più velocemente delle precedenti mutazioni del Covid e sta colpendo anche chi si è vaccinato con la terza dose. Pensare a un rapido crollo nel numero dei casi, una volta raggiunto il picco, è un errore di valutazione”.

Secondo Broccolo, “il numero dei contagi dipende dalla quantità di tamponi effettuati. I test fotografano la situazione di coloro che si sono sottoposti alla verifica, ma non rilevano quanti si sono infettati e sono asintomatici. Non c’è più corrispondenza tra il numero degli infetti e il numero dei malati: c’è un altissimo numero di nuovi casi, ma il numero dei malati gravi è molto ridotto. Nella prima ondata il rapporto era diverso. Ora abbiamo comunque dei decessi, ma a fronte di un numero di contagiati più alto rispetto alla prima fase della pandemia. La situazione è cambiata”.

A complicare la situazione “è il fatto che la malattia è meno diffusa ma manca ancora una soluzione rapida all’infezione. Le terapie non vengono somministrate nei tempi previsti. Omicron ha sostituito quasi interamente la variante Delta, il calo dei contagi avverrà molto lentamente. Nessuno pensi che una volta raggiunto il picco la discesa sarà veloce”. Nel mirino di Broccolo, come di tanti altri esperti, la gestione della comunicazione: “Nel bollettino giornaliero indicherei gli ospedalizzati oltre ai decessi, e darei il numero di coloro che hanno ricevuto cure specifiche. Riportare in modo generico il numero dei nuovi casi è fuorviante”.

“Servirebbero – a detta di Broccolo – dati su quanti pazienti sono deceduti pur curati con farmaci spefici e quanti invece per mancanza di farmaci. Solo così si avrebbe una visione chiara della situazione. Si esce con lo stato di emergenza con l’ospedalizzazione che funziona bene e quando ai malati è somministrato il farmaco giusto. Non ha senso restare in emergenza basandosi su nuovi casi ma solo se c’è la saturazione delle terapie intensive”. La quarta dose di vaccino? “Io sono contrario, peraltro anche l’Ema ha espresso perplessità. Si rischia di impigrire il sistema immunitario”.

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