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“Ecco come Israele vincerà la guerra”, la profezia di Paolo Mieli sul conflitto con Hamas (VIDEO)

Pubblicato il 12/10/2023 19:23 - Aggiornato il 12/10/2023 19:29

Paolo Mieli ha fornito la sua interpretazione su quanto sta accadendo nel terribile scenario della guerra tra Israele e Hamas, quando siamo già al sesto giorno di un conflitto che è certamente asimmetrico ma che potrebbe protrarsi per lungo tempo, e ha dunque rilasciato una sorta di profezia sul modo in cui terminerà questa orrenda carneficina. Storico contemporaneista, peraltro notoriamente di ascendenza ebraica, Paolo Mieli è un acuto osservatore delle vicende internazionali e dunque, sollecitato da David Parenzo a L’Aria che tira, la trasmissione di approfondimento politico e di attualità de La7, ha dapprima proposto un excursus storico, necessario e propedeutico a un ragionamento più ampio sulla vicenda contingente. (Continua a leggere dopo il VIDEO)
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Corsi e ricorsi storici

Quando, nel 1948, Egitto, Giordania e Siria (appoggiati da altri Paesi arabi) attaccarono il neonato Stato ebraico, effettivamente Israele impiegò pochi mesi a sbaragliare gli eserciti nemici. Infatti, se per gli israeliti si tratta della “Guerra d’indipendenza” (מלחמת העצמאות), per gli arabi il conflitto è noto come al-Nakba, “la catastrofe”. Come terminò questo primo conflitto? “In quel momento sembrava una situazione da cui non si potesse uscire e se ne uscì“, con la vittoria dello Stato d’Israele. Anche in quel caso, lo Stato che esisteva da pochissimo tempo riuscì a prevalere, contro tutte le previsioni e nonostante la superiorità numerica dei suoi oppositori. Arriviamo, poi, al 1967, l’anno della Guerra dei Sei giorni. In meno di una settimana, dunque, dopo colpi devastanti come la mobilitazione massiccia degli eserciti arabi e il divieto di navigazione degli Stretti di Tiran da parte del leader egiziano Nasser, grazie al suo “colpo a sorpresa”: ovvero un rapido, mirato ed efficace attacco preventivo. Quando ci fu l’uccisione degli atleti a Monaco nel 1972, quando fu rapito un aereo, Israele stesso era dato per spacciato, ma ha poi saputo reagire, così come anche quando fu invaso nel 1973. E proprio l’anniversario della guerra dello Yom Kippur del 1973 è stato scelto dai terroristi di Hamas per scatenare la loro mattanza. (Continua a leggere dopo la foto)
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“Il colpo a sorpresa”

Tutto questo per dire, come fa Paolo Mieli, che se ne uscirà con un colpo a sorpresa da parte di Israele, anche questa volta, riuscendo a superare pure questa nuova crisi, probabilmente la più grave. Se ne dice convinto e, come leggiamo su Il Tempo, che si è occupato delle sue dichiarazioni, ecco la profezia: “Israele reagisce quando ritiene con un colpo a sorpresa e quel colpo a sorpresa, almeno è sempre successo così in questi ultimi settanta anni, crea sconcerto. In genere, alla fine vince”. Detto questo, Mieli non manca di condannare la recrudescenza della vendetta israeliana: “Penso che affamare una popolazione sia un errore“:

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