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“Come armi nucleari”. Frajese e l’allarme sulle nuove pandemie: “Cosa c’è veramente dietro” (VIDEO)

Pubblicato il 19/03/2024 14:07

Da più parti, in Italia, stiamo assistendo a un’escalation di allarmismi sulla prossima pandemia. I giornaloni sembrano quasi fare il tifo, come se sperassero di rivivere quanto prima quanto accaduto col Covid. Del resto c’è chi ha fatto affari d’oro, vedi Big Pharma, e chi ha fatto fortuna, vedi i televirologi. Ed ecco quindi articoli e virostar gridare a nuovi virus e nuove malattie. La campagna del terrore, insomma, continua a vele spiegate, perché, ovviamente, questa tipologia di emergenza si è capito che avvantaggia qualcuno. Giovanni Vanni Frajese, endocrinologo e docente universitario, intervenendo a RadioRadio ha fatto luce su questa dinamica, e ha lanciato l’allerta su un dettaglio non da poco previsto all’interno del Trattato Sanitario Internazionale: “C’è una cosa che dovrebbe preoccuparci più di tutte: nel nuovo trattato sanitario internazionale, che è l’altra cosa che sta marciando parallela al trattato sulle prossime pandemie, è previsto che ci sia uno scambio libero tra i paesi di quelli che sono gli agenti patogeni che hanno avuto il gain of function, cioè quelle che in realtà sono operazioni di guerriglia biologica, cioè la creazione di agenti patogeni in laboratorio, con l’idea di poter prevedere quelli che sono i salti eventualmente naturali ed essere pronti, sempre teoricamente, nel caso questo avvenisse, ad avere delle armi buone contro questi agenti patogeni”. (Continua a leggere dopo il video)
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“Nella realtà dei fatti – continua Frajese – questo porta alla creazione di una serie di virus ingegnerizzati in laboratorio e resi molto più patogeni per l’uomo stesso e quindi sono vere e proprie armi biologiche che nel frattempo vengono sviluppate e che si vorrebbero poter scambiare liberamente tra i paesi. In uno scenario di questo tipo non è difficile immaginare che potrebbe esserci uno spillover, cioè che questi virus possono in qualche maniera uscire in questi scambi o per ragioni non volute o addirittura se qualcuno dovesse decidere che c’è una necessità politica di rialzare il livello di terrore nella popolazione e magari farlo uscire”.

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