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Hanno detto che mischiare i vaccini andava bene, ma ora si scopre un bel problemone. Il pasticcio

All’improvviso, folgorati sulla via di Damasco come San Paolo, i nostri virologi ed esperti-santoni si sono accorti di un problemino, non proprio da poco, del quale parliamo da settimane sulle pagine del Paragone: la protezione del vaccino, per ammissione delle stesse aziende farmaceutiche, non supera i 5-6 mesi di durata, mentre il Green pass al momento resta ancora valido per 9 mesi. Un “buco” normativo evidente a tutti da tempo, del quale dalle parti del governo ci si è accorti però tardi, troppo per provare a mettere una pezza. Con il risultato di ulteriore caos in giorni già particolarmente concitati, con l’avvio della campagna di somministrazione ai minori nonostante i tanti inviti alla prudenza lanciati dagli scienziati.

Non bastasse, ecco esplodere l’ennesima grana. Dopo mesi e mesi in cui ci siamo sentiti dire “il mix vaccinale offre una perfetta protezione dal Covid, anzi offre una risposta immunitaria addirittura superiore”, è arrivato invece l’ordine di dietrofront: Ema ed Ecdc, l’agenzia del farmaco europea e il centro per la prevenzione malattie, hanno affermato che sono necessarie ulteriori ricerche per supportare l’uso della combinazione di farmaci diversi in persone con un sistema immunitario debole.

A lanciare l’allarme era stato anche il virologo Andrea Crisanti, su posizioni opposte rispetto a tanti colleghi, che ai microfoni del programma L’Aria che Tira su La7 aveva denunciato: “Non ho dubbi che la vaccinazione eterologa protegga per un certo periodo, ma non abbiamo di fatto i dati per capire chi sia più o meno protetto. Nessuno sa quale sia la combinazione migliore perché non sono stati effettuati studi in merito”. L’ordinario di microbiologia aveva poi sottolineato come, tra vaccini diversi, seconda dose “mischiata” e terza dose a scelta tra Pfizer e Moderna, si è arrivati alla folle cifra di “48 diverse possibili combinazioni”, una “follia” che impedisce ora di capire con certezza di quale protezione godano i cittadini.

Insomma un caos generale in cui capirci qualcosa è difficile. Tanto che il governatore del Friuli Venezia-Giulia Massimiliano Fedriga ha già invocato soluzioni più drastiche e universali: tamponi per tutti, vaccinati e non, per partecipare ai grandi eventi e accedere a luoghi più a rischio contagio. Una misura che all’estero è già stata adottata in alcuni Paesi e che conferma quanto folle sia stato vincolare la libertà dei cittadini a un Green pass che, in realtà, non è affatto garanzia assoluta di sicurezza.

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