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“Bisogna dire no al Green Pass: ce lo chiede l’Europa”

Di Lorenza Morello.

“Ce lo chiede l’Europa” È stato, in tutti questi anni, lo slogan buono per ogni occasione, soprattutto quando non si aveva il coraggio di assumersi la responsabilità di una scelta impopolare.
E adesso che l’Europa -con il regolamento (UE) 2021/953 del 14 giugno- ci chiede di non discriminare i non vaccinati, perché nessuno lo usa più?

Aumenta il profitto di pochi e si riduce il reddito di molti. Il dogma qual è? Che il profitto non si tocca, “ce lo chiede l’Europa” è sacro, così come è diventato sacro lo strapotere bancario e speculativo. Non c’è quasi più bisogno di contese elettorali. È qui la lezione amara. È qui che l'”europeismo” d’accatto perde la maschera. Potremmo citare il caso delle quote latte, delle leggi sui migranti e molte altre occasioni. E adesso, proprio adesso, che abbiamo un presidente del consiglio che profuma di Europa solo a guardarlo e che ha fatto lì gran parte della sua carriera, una normativa di equità e parità sociale così importante viene disattesa a spallucce? Se lo raccontassero ci sarebbe da non crederci. E, invece, è così.

Questa adesione acritica da parte dei cittadini poi, è per certi versi più inquietante dell’autoritarismo del governo. È un indice inequivocabile che i meccanismi dell’autoritarismo sono già stati introiettati da tutti noi come naturali e che appartengono ormai alla quotidianità e al nostro futuro.

Nessuno, infatti, parla più di discriminazione, hanno fatto ricorso alla ormai stra nota tecnica della “Rana Bollita” tanto cara al vero potere. Quella che prevede di cuocere la preda a fuoco lento. Così quando la rana avrà raggiunto la consapevolezza di quello che sta accadendo, sarà troppo tardi per saltare fuori dalla pentola e finirà bollita.
Quante volte abbiamo sentito ripetere il mantra “Ce lo chiede l’Europa” per giustificare l’adozione di misure economiche fortemente contrarie agli interessi del nostro paese? Quante volte abbiamo visto i nostri politici alzare le mani in segno di remissione davanti ad un diktat europeo? Quante volte hanno fatto spallucce per dire che non potevano farci nulla perché era l’Europa a pretenderlo e non conveniva contraddire l’UE! Anzi ci hanno sempre detto che bisogna aspirare a “più Europa” anche al costo di abdicare alle prerogative legislative sovrane.

Ora, però, ci troviamo difronte al regolamento numero 953 dell’Unione Europea che stabilisce che “gli stati devono tassativamente evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate”. E non ci può essere alcun dubbio circa la natura palesemente discriminatoria e quindi in violazione del regolamento 953 del 2021 delle prescrizioni contenute nel recentissimo decreto che istituisce il Green Pass.
In pratica questa tessera verde può essere rinnegata e indovinate perché: “Ce lo chiede L’Europa!”. Ebbene Sì, ce lo chiede l’Europa. Vogliamo ignorarla? Vogliamo dire all’Europa che non deve mettere bocca nelle regole nazionali soprattutto quando le regole europee, se applicate, non tutelerebbero gli interessi dei cittadini italiani? Bene, ma allora questo deve valere anche per i parametri di Maastricht; per i regolamenti che scaturiscono dal trattato di Lisbona; dall’applicazione del Fiscal Compact, o da quelli che in passato hanno imposto il Bail in per le banche; addirittura il principio dovrebbe valere anche per quelle regole che vietano emissioni monetarie nazionali.

Le cose o sono o non sono. Non esistono vie di mezzo. E soprattutto, non possono esistere due pesi e due misure. Ok

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