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Ecco a cosa serviva il Green pass. Arriva il “portafoglio digitale europeo” e indovinate come lo useranno?

Pubblicato il 09/01/2023 21:15 - Aggiornato il 30/05/2023 10:03

Presto in arrivo, sugli schermi dei nostri smartphone, e-Wallet, l’app del cosiddetto Portafoglio elettronico europeo. Se il Green pass è stato un formidabile strumento di controllo sociale, quella che in un certo senso ne è l’evoluzione appare ancora più sinistra: la nostra identità digitale, dunque la nostra intera vita, sarebbe così a portata di clic. Sembra un incubo orwelliano. Con un solo clic, ad esempio, da remoto si potrebbero monitorare tutte le nostre attività: un modello pervasivo in stile cinese. E se lo si usasse per silenziare i dissidenti, bloccarne pagamenti e vita sociale? La Commissione europea, come si ricorderà, già negli scorsi mesi aveva proposto un quadro per un’identità digitale europea da completare entro il 2025. Il progetto sta ora prendendo il largo, come si legge (con toni entusiastici) sul Corriere della sera. La Commissione ha assegnato gare per 63 milioni di euro per sviluppare un wallet su cui conservare i nostri documenti di identità, sulla falsariga delle app del green pass, che ha funzionato da test e da apripista. La prima gara vale 26 milioni di euro e riguarda la creazione vera e propria della app; la seconda, che mette in palio 37 milioni, invece copre le applicazioni del sistema comune di identità digitale. I Portafogli europei dell’identità digitale, oltre a sostituire l’uso della carta d’identità e la firma elettronica con valore legale, consentirebbero di conservare e di gestire non solo i dati relativi alla propria identità e i documenti ufficiali in formato elettronico, ma anche ogni altro documento, come le prescrizioni mediche o i titoli di studio. L’eco del Piano Colao è fortissima. I risvolti pratici, in fondo, non sono così urgenti da sacrificare la nostra legittima istanza alla privacy. (Continua a leggere dopo la foto)
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app portafoglio elettronico europeo

L’applicazione mobile consente di salvare, consultare e condividere, tramite uno smartphone, i dati dei documenti di identificazione disponibili nell’app, e dunque sarà disponibile per i cittadini, i residenti e le imprese dell’UE che desiderano identificarsi o confermare alcune informazioni personali, e potrà essere utilizzata per servizi pubblici e privati online e offline in tutti i 27 Paesi. Il portafoglio sarebbe un mezzo di identificazione elettronica a sé stante. Uno scenario da Grande Fratello. Il Corriere ci informa che si sta avviando una sperimentazione su una serie di tanti progetti pilota ai quali parteciperà l’Italia. (Continua a leggere dopo la foto)

Uno Spid comunitario, dunque, ma chi di noi non ha mai avuto problemi con lo Spid? E se la nostra password venisse violata?  Anche se, bontà loro, per ora si dice che l’identità digitale europea non sarà obbligatoria: chi vorrà, potrà continuare a usare i sistemi di identificazione e autenticazione tradizionali che andranno parimenti accettati.

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