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Alle parole di Meloni sui no vax seguano i fatti

Pubblicato il 29/03/2024 09:27 - Aggiornato il 29/03/2024 09:43


DI GIANLUIGI PARAGONE

L’altra sera da Mario Giordano, che ne ha fatto una questione di principio oltre che una seria battaglia giornalistica, la premier Giorgia Meloni ha dichiarato parole importanti sui danneggiati da vacci-no, in netta discontinuità con l’era Conte/Speranza. «Mi sono confrontata con il ministro Schillaci per chiedere che ci sia la massima disponibilità da parte del governo per andare in fondo, capire e assumersi per lo Stato italiano le responsabilità che si deve assumere». (Continua a leggere dopo la foto)

Ovviamente – prevedibile – la sinistra e il suo «coro» ha cominciato subito a dichiarare frasi illogiche quali: «La Meloni strizza l’occhio ai no vax» oppure «È il Governo dei no vax». Parole dette a vanvera, senza le basi minime della logica: se uno è un danneggiato da vacci-no è impossibile che possa essere chiamato no vax, la cui espressione presuppone la non inoculazione del siero. I danneggiati da vacci-no sono cittadini che, o per scelta o perché obbligati dallo Stato al fine di poter andare a lavorare, si sono sottoposti a vaccinazione e subito dopo hanno cominciato ad avere sintomi e quant’altro che prima non avevano. Ne conosco diversi.

Costoro non solo si stanno facendo a loro spese tutti gli accertamenti e sempre a loro spese stanno sostenendo i costi di medicinali per alleviare il dolore, ma sono costante-mente rimbalzati dalle varie strutture burocratiche che non vogliono ammettere la correlazione salvo, in via confidenziale, non escludere per nulla il rapporto causa/effetto tra vaccino e l’accadimento successivo. Sapere, al contrario di quel che finora è accaduto, che il presidente del Consiglio non arretra lo Stato di fronte alle responsabilità in caso di danni è importante, perché garantisce che lo Stato – com’è accaduto nel recente passato – se impone un trattamento sanitario e (per me cosa ancor più grave) lo correla all’esercizio dei diritti fondamenta-li, quello stesso Stato ne risponde. Un no vax – lo ribadisco – non chiederà mai danni allo Stato per una reazione avversa. Alle parole del premier, però, è importante che ora seguano alcuni fatti. (Continua a leggere dopo la foto)

In primis, la Commissione d’inchiesta: cosa bisogna aspettare perché diventi esecutiva? Che limiti intende darsi? La paura delle associazioni è quella di una anestetizzazione della questione per prendere tempo e arrivare a una relazione che non faccia chiarezza da alcuna parte. In secondo luogo, sarebbe impor-tante che laddove vi siano incontri tra associazioni di danneggiati da vaccino e dirigenti del ministero (a me è capitato di accompagnare qualcuno), l’esito dell’incontro non sia il solito: «Vi faremo sapere» e poi non si fa più sentire nessuno. Lo dico perché chi ho accompagnato ha pianto familiari morti pochissimo tempo dopo la somministrazione del farmaco.