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Green pass, vincono i portuali. Accolto il ricorso dei lavoratori sospesi: la storica sentenza

Pubblicato il 26/10/2023 18:14 - Aggiornato il 26/10/2023 18:15

Il tempo è galantuomo, usiamo dire in questi casi. Certo, sarebbe stato bello se sin da subito gli italiani tutti si fossero schierati dalla loro parte, ma i portuali di Trieste hanno ottenuto una prima rivincita (parziale, come vedremo) contro un sistema che li ha umiliati e ha tentato di metterli a tacere. A due anni dalle proteste e dalle manifestazioni contro l’obbligo di Green pass, il giudice ha annullato le sospensioni dal lavoro inflitte ai portuali, dopo lo sciopero del 15 ottobre 2021, ritenendo e dichiarando illegittime tali misure. Rimane, purtroppo, il licenziamento di Stefano Puzzer, ex portuale ed ex sindacalista del Clpt (Coordinamento lavoratori portuali Trieste) divenuto, nel difficile periodo delle restrizioni per il Covid-19, uno dei punti di riferimento di coloro che, non solo a Trieste, protestavano contro l’obbligo di Green pass per accedere al posto di lavoro e dunque contro l’obbligo vaccinale. Lo scorso luglio il tribunale del lavoro di Trieste aveva rigettato il suo ricorso.  I fatti risalgono allo stesso 15 ottobre 2021, quando Puzzer, pur essendo regolarmente in possesso del Green pass, si era rifiutato di mostrarlo, decidendo poi di autosospendersi senza stipendio. Sorte simile è toccata a Fabio Tuiach, altro leader delle proteste contro il Green pass. (Continua a leggere dopo la foto)
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I fatti del 2021 e la decisione del giudice

Tornando sulla notizia più recente, il Giudice del Lavoro del Tribunale di Trieste, Paolo Ancora, ha accolto il ricorso di 11 lavoratori di Adriafer, società che gestisce i servizi ferroviari del porto di Trieste, annullando le sospensioni comminate per le assenze dal lavoro il 15 ottobre 2021, giorno di sciopero, e dei giorni seguenti, durante le manifestazioni contro l’obbligo del Green pass, manifestazioni tra le quali vi fu un sit-in pacifico, disperso dai getti d’acqua degli idranti della polizia, una scena che difficilmente dimenticheremo. Il Coordinamento lavoratori portuali Trieste ha commentato con una nota: “A due anni dai fatti il giudice ha fatto proprio quello che abbiamo sempre sostenuto – riporta il comunicato –, le sanzioni disciplinari comminate dall’azienda erano assolutamente illegittime. Non possiamo che esserne molto felici e fare i nostri complimenti al giudice, ma soprattutto ai lavoratori, che hanno avuto la determinazione e il coraggio di portare l’azienda in tribunale, e all’avvocato Sponza, che ha difeso le loro ragioni”. I lavoratori che avevano preso parte allo sciopero erano stati sanzionati con una sospensione dal lavoro, oggi giudicata illegittima anche dal Tribunale, e con il mancato pagamento dei giorni di assenza. Per alcuni di loro, l’astensione dall’attività era durata sino a cinque giorni. Come leggiamo sul portale Rainews, per quanto riguarda “autorità, aziende, organizzazioni sindacali pseudo rappresentative”, e altri, “preferiamo non dire nulla”, così si conclude la suddetta nota. (Continua a leggere dopo la foto)
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accolto ricorso portuali sospesi
Foto: Stefano Puzzer

Il comitato “La gente come noi”

Alpt (Agenzia per il Lavoro Portuale del porto di Trieste) e Adriafer, che abbiamo detto occuparsi delle ferrovie portuali, depositarono, nel novembre 2021, decine di esposti per assenza sospette durante il blocco del varco 4. A questa azione seguì il disconoscimento della rappresentanza sindacale del Coordinamento dei lavoratori portuali (Clpt) da parte di tutte le società dello scalo e numerose sospensioni disciplinari comminate da Adriafer e Trieste Marine Terminal per adesione allo sciopero non autorizzato. Stefano Puzzer, alle ultime elezioni politiche candidato con Italexit, assieme ad Andrea Donaggio ha fondato il comitato “La gente come noi”, dal motto dei cori che sostenevano la battaglia contro obbligo vaccinale e Green pass per poter lavorare, comitato ancora attivo e operativo. L’obiettivo, raccontava lo stesso Puzzer, era ed è: “Comunicare con la gente, dire alle persone che le ingiustizie si devono portare alla luce del sole”.

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