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Speranza bastonato pure dall’Ue: “Deve giustificare l’obbligo tampone ai vaccinati”

Pubblicato il 15/12/2021 07:46

Persino l’Ue ora bastona Speranza e l’Italia. Le anomalie nel nostro Paese sono tante, tutte volute dal “governo dei migliori”. Quella che però ha mandato su tutte le furie Bruxelles è la norma che impone un tampone anche ai vaccinati che arrivano in Italia. Una sorta di ammissione, insomma, dell’inaffidabilità del vaccino. Il tampone è infatti obbligatorio per i non vaccinati che arrivano in Italia (oltre ad un tampone negativo, è prevista la quarantena di 5 giorni), ma anche per i vaccinati che arrivano dall’estero: lo prevede una nuova ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza. (Continua a leggere dopo la foto)

Ma L’Ue – come riporta Il Tempo – non l’ha presa bene e accusa: “L’Italia giustifichi l’obbligo di tampone ai vaccinati”. A parlare è la vicepresidente della Commissione Europea Vera Jourova che ha parlato a Bruxelles dopo il Consiglio Affari Generali: “Le scelte unilaterali dei Paesi minano la fiducia delle persone. Il green pass non è morto, è uno dei progetti Ue più di successo. Quando la Commissione ha proposto il regolamento volevamo mantenere il principio di libertà di viaggio, a patto che i viaggiatori fossero vaccinati, con un test negativo o guariti dal Covid. Gli Stati hanno voluto mantenere una porta aperta, per introdurre ulteriori restrizioni, che devono essere però giustificate”. (Continua a leggere dopo la foto)

“Credo se ne discuterà nel Consiglio Europeo – aggiunge Jourova sulle scelte dell’Italia – perché queste decisioni danneggiano, o diminuiscono, perché danneggiano è una parola forte, la fiducia della popolazione nel fatto che ci siano le stesse condizioni in tutta Europa. Gli Stati hanno chiesto che ci fosse questa ’backdoor’ nel regolamento che ha istituito il Certificato Covid Ue Digitale per situazioni in cui i dati dei contagi sono troppo alti, come è il caso adesso purtroppo”. (Continua a leggere dopo la foto)

Poi conclude la rappresentante dell’Ue: “Gli Stati lo possono fare, spero che non danneggi il green pass perché è uno degli strumenti pratici che abbiamo sviluppato per le persone in Europa”. Insomma, Speranza non ne prende una, né in patria né all’estero.

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