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Da Regno Unito e Lombardia i nuovi dati su Omicron. Così si è già sgonfiata la bolla Variante

Pubblicato il 24/12/2021 12:03

Arrivano nuovi dati su Omicron. In Italia, stando al Corriere, sono stati sequenziati 337 casi in Lombardia, di questi solo sei contagiati sono finiti in ospedale (vale a dire il 2%: ripetiamolo: 2%!). E ancora: nessun paziente è – grazie al cielo – in terapia intensiva. Malgrado quello che viene definito (con molte persone che hanno ricevuto fino a tre dosi di vaccino) il “record di infezioni”: quasi 13 mila. La Omicron, fondamentalmente, contagia molto ma non fa danni. Le terapie intensive sono quasi vuote, le ospedalizzazioni gravi ridotte al minimo e nessun decesso. Come si giustificano, quindi, i nuovi decreti, la proroga dello stato d’emergenza e le nuove restrizioni. E ancora: dal resto del mondo arrivano dati simili, con Olanda, Belgio e Austria che hanno visto ridursi la curva dei contagi e le ospedalizzazioni ancor prima delle restrizioni. Ma il caso più emblematico è il Regno Unito. (Continua a leggere dopo la foto)

Come riporta il Guardian analizzando gli ultimi dati, “il rischio di essere ricoverati in ospedale è fino al 70% inferiore per le persone con Omicron, secondo il primo studio del governo britannico nel suo genere. Si stima che le persone con Omicron abbiano tra il 31% e il 45% in meno di probabilità di andare al pronto soccorso rispetto a quelle con Delta e tra il 50% e il 70% in meno di probabilità di richiedere il ricovero in ospedale, secondo l’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito (UKHSA). I primi risultati, descritti come ‘incoraggianti’ e ‘promettenti’, sono coerenti con l’analisi pubblicata mercoledì dall’Imperial College di Londra e dall’Università di Edimburgo”. (Continua a leggere dopo la foto)

I nuovi dati sono emersi dopo che il Regno Unito ha registrato l’ennesimo record di casi di Covid segnalati quotidianamente, con 119.789 segnalati alle 9 di giovedì. L’UKHSA ha affermato che Omicron ora rappresenta il 76% dei casi di Covid in Inghilterra, rendendolo la variante dominante. La dott.ssa Jenny Harries, amministratore delegato dell’UKHSA, ha dichiarato: “La nostra ultima analisi mostra un segnale iniziale incoraggiante che le persone che contraggono la variante di Omicron possono essere a rischio di ricovero relativamente inferiore rispetto a quelle che contraggono altre varianti. Tuttavia, va notato che si tratta di dati precoci e che sono necessarie ulteriori ricerche per confermare questi risultati”. (Continua a leggere dopo la foto)

Il segretario alla salute, Sajid Javid, ha dichiarato: “Questi nuovi dati UKHSA su Omicron sono promettenti, tuttavia, i casi della variante continuano ad aumentare a un ritmo straordinario, superando già il numero giornaliero record nella pandemia. I ricoveri ospedalieri sono in aumento e non possiamo rischiare che il servizio sanitario nazionale venga travolto”.

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