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“Inopportuno e pericoloso”: il clamoroso attacco di Bassetti al ministro Speranza

Pubblicato il 04/04/2022 09:43

Ci hanno abituato, per mesi e mesi, a una pandemia dominata dal pensiero unico, supportato da stampa e televisioni, senza possibilità di esprimere di una qualsiasi forma di critica. Con il governo a tirare dritto per la sua strada, ignorando quanto stava accadendo in tanti altri Paesi, e il mondo della scienza tutto schierato dalla parte della politica. I “dissidenti”, buone o meno che fossero le loro tesi, rigorosamente emarginati, etichettati come “no vax”. Un copione che, finalmente, sembra acqua passata. Con la fine dello stato d’emergenza che ha segnato un punto di non ritorno anche per i virologi.

Matteo Bassetti, in passato spesso strenuo difensore delle scelte dell’esecutivo Draghi, non ha infatti risparmiato parole dure nei confronti del ministro della Salute Roberto Speranza, messo nel mirino del direttore della Clinica malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova sui social. Un post al veleno su Twitter, poi la conferma in alcune dichiarazioni rilasciate all’Adnkronos: “Sull’ampliamento della platea per la quarta dose di vaccino anti-Covid si sta creando una pericolosa contrapposizione tra quello che è il ruolo della politica e quello dei tecnici”.

E ancora: “Continuo a ritenere inopportuno che un ministro della Salute, non medico e quindi non esperto, esprima posizioni sulla vaccinazione per la quale la gran parte degli esperti delle società scientifiche si sono espressi dicendo che i dati sulla quarta dose al momento non sono sufficienti a poter dire che vada fatta a tutti”. Bassetti ha poi aggiunto : “Si sta creando un incidente importante tra la parte politica e quella tecnica, mi auguro che si voglia correre ai ripari altrimenti uno scontro sarebbe grave”.

“Io sono presidente della Società italiana di terapia antinfettiva ed esprimo la posizione dei colleghi iscritti, ma anche altre società l’hanno espressa e anche molti studi – ha concluso Bassetti – Trovo grave voler continuare a chiedere sui vaccini una linea unica europea, senza capire che non ci può essere senza quella regolatoria degli esperti e dei medici. Voler incancrenirsi su questa posizione non giova”.

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