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Grillo si è “scordato” di dire che la transizione ecologica esiste già. E sta al Ministero dell’Ambiente

Beppe Grillo è riuscito a far credere ai pochi grillini che ancora seguono lui e quel che resta del Movimento 5 Stelle che è stata una sua vittoria il fatto che Mario Draghi abbia acconsentito alla creazione di un Ministero nuovo di zecca. Di cosa dovrà occuparsi? Della Transizione ecologica. E ci ha tenuto così tanto, Grillo, che non solo lo ha ripetuto in tutte le salse via social, ma lo ha fatto mettere anche nel quesito-farsa su Rousseau dove gli iscritti sono stati chiamati a dare il loro avallo al nuovo governo. Un ministero, dunque, che dovrà essere al centro della svolta ambientalista del Movimento 5 Stelle, uno dei capisaldi su cui Grillo vorrebbe basare l’appoggio al nuovo esecutivo. C’è un però. Quale? (Continua a leggere dopo la foto)

Che probabilmente Grillo non sa che il suo nuovo cavallo di battaglia non è affatto una novità. Come spiega bene Il Tempo, “la Transizione ecologica esiste già, ed è un dipartimento del Ministero dell’Ambiente”. E chi guida questo dipartimento della Transizione ecologica? “Il dirigente, guarda che coincidenza, si chiama proprio Grillo, nome di battesimo Mariano. Il dottore Mariano Grillo si occupa, come si legge dal sito del dipartimento, di “investimenti verdi” e “cura le competenze del Ministero in materia di economia circolare, contrasto ai cambiamenti climatici, efficientemente energetico, miglioramento della qualità dell’aria e sviluppo sostenibile, cooperazione internazionale ambientale, valutazione e autorizzazione ambientale e di risanamento ambientale”. (Continua a leggere dopo la foto)

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Inoltre, ” il Dipartimento esercita (…) le competenze in materia di: politiche per la transizione ecologica e l’economia circolare e la gestione integrata del ciclo dei rifiuti; strategie nazionali di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici; mobilità sostenibile; azioni internazionali per il contrasto dei cambiamenti climatici, efficienza energetica, energie rinnovabili, qualità dell’aria, politiche di sviluppo sostenibile a livello nazionale e internazionale, qualità ambientale, valutazione ambientale, rischio rilevante e autorizzazioni ambientali; individuazione e gestione dei siti inquinati; bonifica dei Siti di interesse nazionale e azioni relative alla bonifica dall’amianto, alle terre dei fuochi e ai siti orfani; prevenzione e contrasto del danno ambientale e relativo contenzioso; studi, ricerche, analisi comparate, dati statistici, fiscalità ambientale, proposte per la riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi”. (Continua a leggere dopo la foto)

Bastava che Grillo avesse alzato il telefono e avesse chiamato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, il quale tra l’altro è stato scelto proprio dal M5s. Quindi Beppe è riuscito a far credere ai suoi che ha ottenuto una conquista incredibile, che si è inventato un’altra cosa geniale, quando invece c’era già ed era pure all’interno di un ministero già guidato da un uomo voluto del M5S.

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