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“Green Pass o DAD!” La proposta shock dei sindaci del PD

Pubblicato il 18/12/2021 10:00

Casi in aumento, Asl che arrancano nel fare i tamponi, i militari promessi dal commissario all’emergenza Francesco Paolo Figliuolo che non si vedono. E così, in una situazione di difficoltà crescenti, i sindaci hanno deciso di alzare la voce, scrivendo direttamente al premier Mario Draghi per chiedere un intervento rapido. Preoccupati soprattutto per la scuola, con le classi finite in Dad diventate ormai migliaia, dopo che proprio Palazzo Chigi ha fatto cambiare la circolare che reintroduceva la didattica a distanza per tutti già al verificarsi del primo caso di positività in classe.

Come raccontato da Michele Bocci e Giovanna Casadio sulle pagine di Repubblica, i sindaci si sono così schierati chiedendo “un Green pass anche per gli studenti, subito dopo le festività natalizie”. L’allarme è partito da Pesaro e da Matteo Ricci, presidente dell’Associazione delle autonomie, ed è stato subito rilanciato da altri primi cittadini in tutta Italia: Beppe Sala, Matteo Lepore, Gaetano Manfredi, Giorgio Gori, Dario Nardella, Emilio Delbono, Stefania Bonaldi, Valeria Mancinelli, Carlo Salvemini.

“Se non agiamo subito – si legge nel testo indirizzato a Draghi, al ministro della Salute Roberto Speranza e a quello della Scuola Patrizio Bianchi – con un Green pass nelle scuole, rischiamo di trovarci con gli istituti chiusi a breve, con la didattica a distanza indistintamente per tutti i ragazzi, vaccinati e non vaccinati, e con gravi conseguenze economiche, sanitarie, lavorative e psicologiche”.

L’idea messa sul piatto dai sindaci è quella di creare un certificato virtuale per i ragazzi, ottenibili anche con tampone ogni 24 ore. Trattandosi di minori, la richiesta è che i tamponi siano gratuiti. Nel frattempo, di fronte alla crescita quotidiana dei casi di positività, il Veneto ha già annunciato che non rispetterà la regola che esclude la quarantena per un solo caso nelle scuole con più positivi già accertati.

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