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Tutte le colpe dell’Ue per la crisi energetica: ecco come l’ha innescata. E noi paghiamo

Pubblicato il 28/02/2022 08:36

La narrazione sulla crisi energetica che sta investendo l’Europa e anche l’Italia non è del tutto lineare come sembra. L’Ue, infatti, ha la sua bella fetta di colpe, e a guardare bene è proprio la più grande. Come spiega Sergio Giraldo in un’accurata analisi pubblicata su La Verità, “il confronto bellico che si sta sviluppando in Ucraina viene ad aggiungere il proprio carico alla drammatica crisi energetica già in atto da tempo in Europa. Una crisi indotta dall’impetuosa ripresa economica cinese seguita alla fine dei lockdown mondiali e peggiorata da una serie incredibile di errori compiuti dalle istituzioni europee. Tante sono state le cantonate prese dall’Ue e dalla Commissione che la guida”. Quattro vengono analizzate in modo particolare. (Continua a leggere dopo la foto)

“Cominciamo da quella che ora appare come la più evidente: aver considerato l’approvvigionamento del gas una mera questione di mercato e non invece, come adesso è chiaro a tutti, un tema di sicurezza strategica. In un quadro geopolitico in grande trasformazione, l’aver confidato nel puro mercato perché fossero garantiti i flussi di una materia prima tanto importante si è rivelata una scelta suicida. Il fatto che l’Ue sia un ricco cliente per i produttori di gas può anche essere un’ottima cosa per le tasche di qualcuno, ma costituisce una debolezza strategica nel momento in cui il 40% del fabbisogno viene fornito da un unico soggetto”. A questo errore ne è collegato un altro: “L’abbandono de facto del progetto Eastmed, che potrebbe portare in Italia fino a 12 miliardi di metri cubi di gas all’anno dai ricchissimi giacimenti nell’ampio tratto di mare tra Cipro, Libano, Israele ed Egitto. Pur avendola inserita nella lista dei progetti prioritari europei pubblicata a novembre 2021, in realtà l’Unione europea non ha intenzione di procedere con l’iniziativa per il timore di irritare la Turchia”. (Continua a leggere dopo la foto)

Un altro grave errore commesso da Bruxelles è il lancio del Green deal: “Cioè di un cambio di paradigma tecnologico e geopolitico epocale senza la minima preparazione, senza attenzione alle conseguenze, alle palesi criticità emergenti e senza un serio esame costi-benefici. L’accelerazione imposta al Green deal dalla Commissione con il Programma Fit for 55, poi, arrivò l’anno scorso nel pieno di una crisi economica senza precedenti. Sarà un caso, ma gli aumenti straordinari dei prezzi dell’energia cominciarono a verificarsi poco dopo la presentazione di Fit for 55, avvenuta il 14 luglio 2021”. Il terzo errore europeo è stato quello di aver voluto sviluppare un hub europeo del gas su cui impiantare un sistema di prezzi a breve termine, slegati dalle consuete indicizzazioni ai prezzi del greggio. (Continua a leggere dopo la foto)

Infine, l’errore forse più grave commesso dall’Ue: “Aver consentito alla Germania di condurre una propria politica estera fatta di costante e progressivo avvicinamento alla Russia, in netto contrasto con le indicazioni della politica estera atlantista. È chiaro che, essendo la Germania il vero dominus delle istituzioni europee, nessuno a Bruxelles ha mai avuto l’intenzione o la possibilità di opporsi a questa deriva. La Germania ha proseguito in questo progressivo scivolamento a Est sotto la bandiera blu stellata, provocando infine una fessura nel fronte atlantista che il Cremlino, cui la sagacia tattica non è mai mancata, oggi può sfruttare”.

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