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AstraZeneca, i misteri del contratto firmato con l’Ue: chi paga per gli eventi avversi?

Pubblicato il 26/10/2021 09:31

Cosa si sapeva davvero del vaccino AstraZeneca, quello sul quale l’Italia aveva inizialmente deciso di scommettere forte salvo poi dover fare un passo indietro, in concomitanza con una serie di eventi avversi (su tutti, la morte della giovanissima Camilla Canepa) che hanno spinto ad abbandonare definitivamente il farmaco? A raccontarlo è stata in queste ore un’inchiesta di Report, programma in onda su Rai Tre, che ha ricostruito i passaggi legati all’adozione prima e alla sospensione poi del vaccino, volando anche in Germania e Inghilterra per capire come il rapporto rischi-benefici sia stato preso in considerazione dalle autorità di vari Paesi.

AstraZeneca, i misteri del contratto firmato con l'Ue: chi paga per gli eventi avversi?

Un servizio, quello di Claudia Di Pasquale, che farà discutere. Perché da un lato evidenzia come il Comitato tecnico-scientifico fosse a conoscenza dei rischi del siero sui giovanissimi, senza però per questo opporsi all’idea di lanciare gli Open Day per under 18. Dall’altro, come l’Unione Europea, a sua volta consapevole dei dubbi sulla sicurezza del farmaco, abbia firmato un contratto blindato che esula, di fatto, l’azienda farmaceutica da qualsiasi responsabilità. Cercando però, allo stesso tempo, di nascondere la notizia, per non essere accusata di scarsa trasparenza.

Report ha intervistato il portavoce della Commissione Ue per la Salute Stefan De Keersmaecker, che ha tentato di difendere le scelte dell’Unione sostenendo che AstraZeneca sia “un vaccino efficace, non certo di serie b”. Poi, però, ecco saltar fuori il problema della responsabilità in caso di eventi avversi. Un passaggio del contratto che sul sito dell’Unione è stato volontariamente oscurato, e che la giornalista Di Pasquale ha però reso noto sotto gli occhi di De Keersmaecker: “Ogni Stato dovrà indennizzare e sollevare la ditta dalle conseguenze derivanti da morte e lesioni fisiche, mentali o emotive”.

In sostanza, quindi, l’Unione ha messo totalmente al riparo AstraZeneca da ogni responsabilità, consapevole del fatto che i vaccini presentassero comunque dei margini di rischio. Un passaggio che ha messo notevolmente in imbarazzo De Keersmaecker, che si è rifiutato di commentare: “Quella parte del contratto sul nostro sito è oscurata, quindi io non posso parlarne pubblicamente”. Salvo poi aggiungere, di fronte alle domande della giornalista: “Noi siamo a favore della trasparenza, ma l’alternativa era accettare queste condizioni o non avere alcun contratto”. L’azienda, quindi, avrebbe messo in chiaro le cose fin da subito: se volete il vaccino dovete garantirci la totale immunità. Un ricatto al quale l’Europa (e l’Italia) si sono subito piegate.

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