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“Sono disperato, ho le settimane contate mentre le spese aumentano. Noi invisibili disoccupati Covid…”

Di seguito riportiamo una lettera inviataci da uno dei nostri lettori.

“Le volevo portare a conoscenza della vita dell’ultimo anno di chi come me ha lavorato per anni nel settore turismo e nel mio caso negli hotel al ricevimento. Mi chiamo Alessandro, ho quasi 35 anni, sono originario della Sardegna e 8 anni fa ho deciso di lasciare la mia isola per venire nella capitale.

Lavoravo e vivevo abbastanza bene, ho potuto comprare un piccolo appartamento vicino Roma e non avevo di che lamentarmi. Oggi sono alla disperazione, ho le settimane contate, infatti, percepisco la Naspi da Marzo scorso che mensilmente è sempre più piccola mentre le spese aumentano.

Mi dirà “trova un lavoro” sembra facile, ma in questi mesi ho trovato solo un lavoretto a chiamata per gli inventari nei supermercati o negozi, uno di venditore porta a porta dell’energia elettrica e qualche colloquio per fare call center a 500€ al mese. Mi hanno fatto iscrivere al centro per l’impiego, ma a che serve se non c’è un programma formativo e di supporto, ah lo so a che serve a dare stipendi a chi inserisce la mia anagrafica nel database dei disoccupati.

Sono ormai rassegnato, parlo 3 lingue straniere, ho ripreso lo studio per prendere la Laurea Triennale in Economia Aziendale, mi interesso di politica, storia, economia da sempre, ma sembra che io sia, ormai a 35 anni, vecchio, inutile e senza futuro in una nazione che amo, ma che mi  sta rigettando.

Voglio andare via appena possibile in un altro Stato, ma ci vogliono fondi e di questo passo non riuscirei nemmeno a comprare il biglietto aereo. Non avrei mai pensato di arrivare a questa situazione e la cosa brutta è che conosco decine di persone nella mia condizione. Scusi lo sfogo, lei è uno dei pochi che ci sta provando, ma in Italia ci sono troppi garantiti con lo stipendio o pensione pronta e di noi invisibili disoccupati COVID non importa a nessuno. Grazie e buon lavoro”

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